martedì 7 gennaio 2014

Sinodo sulla famiglia. Domande e risposte


Il 7 gennaio da tutte le diocesi italiane arriveranno in Vaticano le sintesi delle risposte dei fedeli alle domande per il Sinodo sulla famiglia. Alta partecipazione anche in Svizzera e Germania

 

 

 

L'ora X scocca il 7 gennaio. In Italia c'è stata una capillare diffusione  attraverso i consigli pastorali e presbiterali, i vicariati, la Consulta delle aggregazioni laicali, il Forum delle famiglie, i medici e giuristi cattolici.  Per martedì tutte le 226 dio­cesi ita­liane avranno recapitato alla Cei le loro sintesi delle risposte dei fedeli ai questionari per il Sinodo sulla famiglia. E da lì arriveranno in Vaticano. In ogni diocesi, assicurano alla Conferenza episcopale, i 38 quesiti sono stati discussi nelle parrocchie, nei consigli pastorali e nei coordinamenti delle associazioni laicali. Un'ampia riflessione messa nero su bianco nelle diocesi  e che esprime la realtà del cattolicesimo alle prese con le "sfide" di una società in continuo mutamento. Intanto la Cei prepara una campagna "virale" di comunicazione sui nuovi media con frasi-simbolo del cattolicesimo. Il sottosegretario e portavoce della Cei,Domenico Pompili, respinge al mittente le critiche di chi ritiene che la Chiesa Italiana non abbia accolto con spirito di collaborazione l'iniziativa della Segreteria del Sinodo (approvata da Papa Francesco) di una consultazione sui temi più scottanti della pastorale familiare, compresa la questione della comunione negata ai divorziati risposati e le coppie gay.  (Fonte:http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/cei-cei-cei-sinodo-synod-sinodo-31067/


Questionario preparatorio del Sinodo sulla Famiglia (ottobre 2014)

Sulla diffusione della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa sulla famiglia


1.      Qual è la conoscenza reale degli insegnamenti della Bibbia, dell'(enciclica) “Gaudium et Spes”, della “Familiaris consortio” e di altri documenti del magistero postconciliare (Vaticano II) sul valore della famiglia secondo la Chiesa cattolica? Qual è la formazione dei nostri fedeli per la vita familiare in base agli insegnamenti della Chiesa? I documenti citati non considerano gli attuali fattori disgreganti della famiglia. Al contrario la ”Humanum genus” di Leone XIII affronta tematiche di grande attualità:

«esiste nel matrimonio, per unanime consenso dei popoli e dei secoli, un carattere sacro e religioso: oltreché per legge divina l'unione coniugale e indissolubile. Or se questa unione si dissacri, se permettasi giuridicamente il divorzio, la confusione e la discordia entreranno per conseguenza inevitabile nel santuario della famiglia, e la donna la sua dignità, i figli perderanno la sicurezza d'ogni loro benessere».

  Alla domanda si può rispondere con altra domanda: qual è la conoscenza reale della Chiesa circa le Prassi giudiziarie italiane, che nei procedimenti di separazione coniugale escludono uno dei genitori dalla cura filiale, sulla base di valutazioni che nulla hanno a che fare col Magistero citato? Quale è l’ascolto verso i genitori vittime di false accuse strumentali volte alla loro esclusione dalla cura filiale? Cosa ne sanno di PAS (Sindrome da alienazione parentale)? (LINK)

2.      Laddove l'insegnamento della Chiesa è conosciuto, è accettato integralmente? Ci sono difficoltà a metterlo in pratica? Quali? La realtà è dicotomica e la Chiesa lo sa. Da un lato si osserva la inamidata accettazione teorica dei princìpi del Magistero (unità del matrimonio etc…), dall’altro si assiste, da parte degli stessi cattolici inamidati, a un servile asservimento allo “spirito del tempo”, allo Zeitgeist dettato dai mezzi di comunicazione,  che nei fatti contraddice i precetti formali, nel nome di una falsa giustizia, di un falso "interesse dei minori" e di una menzogna travestita da verità. Le separazioni coniugali (in Italia un matrimonio su tre fallisce e pertanto una famiglia su tre fallisce, il che equivale a circa 80.000 casi annui,  LINK) sono il luogo in cui si consumano le ingiustizie (articolo: una società senza padri).

3.      Com'è diffuso l'insegnamento della Chiesa nel contesto dei programmi pastorali in ambito nazionale? Diocesano, parrocchiale? Che catechesi si fa sulla famiglia? La catechesi ha abbassato la guardia. In nome di una pacifica convivenza, i giornali, la TV, i mass media fanno passare come normali le più aberranti anomalie, tra le quali l’impossibilità per molti padri separati di agire come padri effettivi, di educare i figli, di essere presenti. Le calunnie, le false accuse di violenza, le false accuse di stalking sono un mezzo preziosissimo con cui una inamidata generazione cattolica, in nome di una propria presunta “esclusività” o superiorità genitoriale, ha estromesso ed estromette il/la coniuge dalla cura filiale. La Chiesa NON ha arginato il fenomeno. La Chiesa ha taciuto. La Chiesa è stata complice del silenzio. La parola “separato” è un tabù. Come ebbe a scrivere Ratzinger:“Un Gesù che sia d’accordo con tutti, un Gesù senza la sua santa ira, senza la durezza della verità e del vero amore, non è il vero Gesù come lo mostra la Scrittura, ma una sua miserabile caricatura (J. Ratzinger)”.(LINK)

4.      In quale misura – concretamente su quali aspetti – questo insegnamento è realmente conosciuto, accettato, rifiutato e/o criticato in ambienti extraecclesiali? Quali sono i fattori culturali che ostacolano la piena ricezione dell'insegnamento della Chiesa sulla famiglia? Schooyans, prete della Pontificia accademia delle scienze sociali,  scrive ("Idoli della modernità", Schooyans): “In portoghese esiste un’espressione molto incisiva per dirlo: “fare la testa di qualcuno”. E’ possibile fare la testa di qualcuno, raggirarlo, fargli il lavaggio del cervello. La ragione di un individuo può essere annullata e raggirata. A quel punto voi potete imbottirgli il cervello di idee incoerenti e assurde.”. La cultura attualmente propugnata in Italia sulla famiglia e in particolare sul rapporto tra uomo e donna è a senso unico. Lo Zeitgeist è imperante. Sono le stesse cattolicissime credenti ad essere imbevute dalla nuova cultura, e ad accettare ben volentieri il modello di famiglia monofamiliare "pro domo sua"(LINK da "LA BUSSOLA QUOTIDIANA), a discapito del/la coniuge. Focalizzarsi sugli "ambienti extraecclesiali" significa dimenticarsi delle tare di quelli ecclesiali. Altro che tema delle unioni civili! Si pensi alle unioni incivili tra inamidati cattolici, dove persone battezzate e baciapile non esitano a estromettere il coniuge dalla cura filiale!

5.      Che posto occupa il concetto di legge naturale nella cultura civile, sia in ambito istituzionale, educativo e accademico che in ambito popolare? Quali ottiche antropologiche si sottintendono in questo dibattito sul fondamento naturale della famiglia? La questione del fondamento naturale della famiglia è stata by-passata civilmente 40 anni fa (legge sul divorzio) ed è attualmente priva di significato, se si considera che i figli delle coppie separate (il 30% dei matrimoni ovvero il 30% delle famiglie fallisce, 80.000 casi annui) sono condannati dal sistema giudiziario Italiano a trascorrere l’85% del tempo con un genitore (generalmente la madre) e solo il 15% rimanente con l’altro genitore (generalmente il padre). E’ inutile parlare astrattamente e pubblicamente di concetti quando nei fatti è lo stesso popolo cattolico a rifiutarli, nella realtà privata delle separazioni coniugali. Alla domanda bisogna rispondere con altra domanda: che posto occupa l’ascolto della Chiesa alla problematiche dei padri-clochard o dei padri-bancomat o dei padri falsamenti accusati? Quale è la predicazione che promana dai pulpiti (si legga l'omelia di mons. Vingt-Trois)? Perchè la Chiesa è complice del silenzio?

6.      Il concetto di legge naturale in relazione all'unione tra l'uomo e la donna è comunemente accettato come tale da parte dei battezzati in generale? Vedere risposta n.2

7.      Com'è contestata nella pratica e nella teoria la legge naturale sull'unione tra uomo e donna in vista della formazione di una famiglia? Come viene proposta e approfondita negli organismi civili ed ecclesiali? Vedere risposte n.2 e n.5

8.      Nel caso in cui chiedano il matrimonio i battezzati non praticanti o quanti si dichiarano non credenti, come affrontare le sfide pastorali che ne derivano? Vedere risposta n.18.

9.      Quali sono le esperienze sorte negli ultimi decenni in ordine alla preparazione al matrimonio? In che modo si è cercato di stimolare il dovere di evangelizzazione degli sposi e della famiglia? In che modo promuovere la coscienza della famiglia come “Chiesa domestica”? Vedere risposta n.4

10.  Si è riusciti a proporre stili di preghiera in famiglia che riescano a resistere alla complessità della vita e della cultura attuali? Vedere risposta n.4

11.  Nella crisi attuale tra generazioni, le famiglie cristiane hanno saputo realizzare la propria vocazione di trasmissione della fede? Vedere risposta n.4

12.  In che modo le Chiese locali e i movimenti di spiritualità familiare hanno saputo creare cammini esemplari? Vedere risposta n.4

13.  Qual è l'apporto specifico che coppie e famiglie sono riuscite a dare riguardo alla diffusione di una visione integrale della coppia e della famiglia cristiana che sia attualmente credibile? Vedere risposta n.4

14.  Che attenzione pastorale ha manifestato la Chiesa per sostenere il cammino delle coppie in formazione e delle coppie in crisi? Non è la Chiesa ad accompagnare oggi i fedeli delle coppie in crisi in Italia: sono gli psicologi, neuropsichiatri, educatori, esperti vari. Tutti ben pagati.Ognuno con una teoria sua, barcollante e precaria, ma che determina il futuro delle famiglie. Il caos.... D'altro canto S.Paolo scriveva (2Tm, 4,3) "Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole"

4.- Sulla pastorale per affrontare alcune situazioni matrimoniali difficili

15.  La convivenza “ad experimentum” (sperimentale) è una realtà pastorale di rilievo nella Chiesa particolare (locale)? In quale percentuale si potrebbe stimare a livello numerico? Vedere risposta n.18

16.  Esistono unioni libere di fatto, senza riconoscimento né religioso né civile? Ci sono dati statistici affidabili? Vedere risposta n.18

17.  I separati e i divorziati risposati sono una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In che percentuale si potrebbe stimare a livello numerico? Come si fa fronte a queste realtà attraverso programmi pastorali adatti? (leggere articolo)

18.  In tutti questi casi, come vivono i battezzati le loro irregolarità? Ne sono consapevoli? Manifestano semplicemente indifferenza? Si sentono emarginati e vivono con sofferenza l'impossibilità di ricevere i sacramenti? La maggior sofferenza, per i credenti separati coniugalmente, non è nella dimensione sacramentale, nè nella presunta "irregolarità", quanto invece nel fatto di essere stati estromessi loro malgrado dalla cura filiale, da affetti ed effetti. E ciò attraverso un sistema giudiziario discutibile, corroborato e sostenuto dalle cattolicissime ex-spose/compagne/conviventi (ma anche talvolta il contrario), sistema tacitamente autorizzato dal silenzio colpevole dei pulpiti ecclesiastici. Semmai gli "irregolari" sono coloro che, complici del silenzio, predicano un "Cristo d'accordo con tutti" e istituzionalizzano in tal modo il malessere di molti (i nostri figli innanzitutto: PAS). 

19.  Quali sono le richieste che le persone divorziate e risposate rivolgono alla Chiesa a proposito dei sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione? Tra le persone che si trovano in queste situazioni, quante chiedono questi sacramenti? (vedere risposta n.18)

20.  Lo snellimento della prassi canonica in ordine al riconoscimento della dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale potrebbe offrire un reale contributo positivo alla soluzione delle problematiche delle persone coinvolte? E se sì come? (vedere risposta n.18)

21.  Esiste una pastorale per venire incontro a questi casi? Come si sviluppa questa attività pastorale? Esistono programmi su questo in ambito nazionale e diocesano? Come viene annunciata ai separati e ai divorziati risposati la misericordia di Dio e come viene messo in atto il sostegno della Chiesa al loro cammino di fede? (vedere risposta n.18)

5.- Sulle unioni di persone dello stesso sesso... (non viene data risposta a questi punti, perché le questioni sono ben altre LINK…) Il rischio è "filtrare il moscerino per trangugiare il cammello".

22.  Esiste nel vostro Paese una legge civile che riconosca le unioni di persone dello stesso sesso equiparate in qualche modo al matrimonio?

23.  Qual è l'atteggiamento delle Chiese particolari e locali sia di fronte allo Stato civile promotore di unioni civili tra persone dello stesso sesso che di fronte alle persone coinvolte in questo tipo di unione?

24.  Quale attenzione pastorale è possibile avere nei confronti delle persone che hanno scelto di vivere secondo questo tipo di unioni?

25.  Nel caso di unioni di persone dello stesso sesso che abbiano adottato bambini come comportarsi pastoralmente in vista della trasmissione della fede?

6.- Sull'educazione dei figli in situazioni matrimoniali irregolari... (Risposta unica: anziché riferirsi a situazioni statisticamente minoritarie, la Chiesa dovrebbe porre orecchio a problemi ben più significativi e a problematiche ben più pregnanti, come discusso qui) IL RISCHIO é FILTRARE IL MOSCERINO E TRANGUGIARE IL CAMMELLO (Mt 15, 10-14)

26.  Qual è in questi casi la proporzione stimata di bambini e adolescenti in relazione ai bambini nati e cresciuti in famiglie regolarmente costituite? Vedere risposta n.18

27.  Con quale atteggiamento i genitori si rivolgono alla Chiesa? Cosa chiedono? Solo i sacramenti o anche la catechesi e l'insegnamento in generale della religione? Vedere risposta n.18

28.  In che modo le Chiese particolari si avvicinano alla necessità dei genitori di questi bambini per offrire un'educazione cristiana ai propri figli? (Ecco che si filtra il moscerino e si trangugia il cammello...)

29.  Come si sviluppa la pratica sacramentale in questi casi: la preparazione, l'amministrazione del sacramento e l'accompagnamento?(Ecco che si filtra il moscerino e si trangugia il cammello...)

7.- Sull'apertura degli sposi alla vita...(A queste domande non viene data risposta: il dramma attuale per molti credenti, dopo essersi aperti alla vita, è vedere la propria MORTE “istituzionale” come padri/mariti LINK)

30.  Qual è la conoscenza reale che i cristiani hanno della dottrina dell'(enciclica) “Humanae Vitae” sulla paternità responsabile? Che consapevolezza c'è della valutazione morale dei vari metodi di regolazione delle nascite? Che approfondimenti si potrebbero suggerire su questo dal punto di vista pastorale?

31.  La dottrina morale è accettata? Quali sono gli aspetti più problematici che rendono difficile la sua accettazione nella maggior parte delle coppie?

32.  Quali metodi naturali si promuovono da parte delle Chiese particolari per aiutare i coniugi a mettere in pratica la dottrina della “Humanae vitae”?

33.  Che esperienza c'è su questa questione nella prassi del sacramento della penitenza e nella partecipazione all'Eucaristia?

34.  Che contrasti si evidenziano tra la dottrina della Chiesa e l'educazione civile a questo riguardo?

35.  Come promuovere una mentalità maggiormente aperta alla natalità? Come favorire l'aumento delle nascite?

36.  Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione dell'uomo: la famiglia è un luogo privilegiato perché ciò accada? La separazione sicuramente lo è, come triste esperienza di calvario (leggi articolo)

37.  Quali situazioni critiche della famiglia nel mondo attuale possono costituire un ostacolo all'incontro della persona con Cristo? Vedere risposta n.

38.  In che misura la crisi di fede che possono subire le persone incide sulla loro vita familiare?

. 
9.- Altre sfide e proposte

39 Esistono altre sfide e proposte rispetto ai temi trattati in questo questionario che siano considerate urgenti o utili dai destinatari? (LINK) 



Addictum:
aggiungo  una tabella del rapporto "FALSE PARTENZE" della caritas (2014), che conferma come la attuale disparità di trattamento nelle separazioni porti ad una sostanziale "soddisfazione" per le persone del sesso femminile, a discapito dei padri italiani. Attendiamo  i disastri che questa scellerata "soddisfzione" comporterà sui nostri figli.











venerdì 3 gennaio 2014

Nuovi DDL su affido condiviso (LN-Udc)


Programma femminista 2014.






FONTE http://www.nzherald.co.nz/opinion/news/article.cfm?c_id=466&objectid=11180931








Dalle sue labbra . Futuro luminoso di Rebecca Kamm per la donna .Questo è il suo mondo ideale per la femministe . http://www.nzherald.co.nz/opinion/news/article.cfm?c_id=466&objectid=11180931Caro lettore,Un altro anno, altri 365 giorni di tempo per continuare la crociata delle donne ! Questo , purtroppo , è il mio ultimo, prima di partire per altri pascoli  - ma voglio essere sicura che trascorriate un nuovo anno molto femminista in mia assenza . Così qui ci sono i miei primi sei consigli per realizzare, per tutto il 2014 un vero stile femminazi .
 

SIATE INDOLENTI 

Ricordate che un tempo, migliaia di anni fa siamo riuscite a convincere gli uomini che eravamo  la più debole di tutte le creature , salvo che per i lavori domestici e neonati ? Quello è stato il migliore trucco. Significava che ce ne stavamo a casa a rilassarci con i piccoli esseri umani, a non fare nulla che ha richiesto un duro lavoro effettivo . A volte non abbiamo avuto nemmeno bisogno di parlare! Noi li abbiamo ingannati così bene .Bene , ora che è il 2014, ci si aspetta di tirare avanti il nostro peso . Ma la biologia può ancora essere utilizzato a proprio vantaggio : quando possibile , depistate la strada in tempo per avere periodi di permesso dal lavoro. Inoltre, esigete sempre parità di retribuzione(*), anche se i lavori maschili sono più difficili .* Urlacchiate alle statistiche proposte adlle femministe di truccare il  " gap retributivo " tra uomini e donne - non abbiamo potuto fare questo senza questo vostro impegno ! 


Mantenete alta la concentrazione

 Il piano sotto copertura per rendere gli uomini occidentali il gruppo più perseguitato del 21 ° secolo è in corso . Quindi ottimo lavoro, da portare avanti . Assicuratevi che i ragazzini non abbiano matite, dizionari o calcolatrici ; dite loro tutto quello che fanno è sbagliato , anche se sta in piedi , insegnate loro con una voce tranquilla, così si perdono grandi pezzi del programma  . La vittoria è vertiginosamente vicina.

misandria CHIC 


E ' dovere di tutte le femministe di sembrare le stesse, quindi possiamo identificarci l'una con  l'altra da un miglio di distanza e condurre sfilate di marcia femministe con un solo momento di preavviso. Inoltre , ammettiamolo , siamo diventati femministe , in primo luogo perché gli uomini non pensavano fossimo abbastanza , quindi cerchiamo di divertirci  ! No reggiseni , ma anfibi , e pugni serrati ... tutto ciò che serve a far finta che non piangi prima di dormire la notte desiderando..... Nota : NON  discostatevi mai  da questa uniforme femminista e rendetevi identificabili come femministe , o il mondo girerà sul suo asse e gli uomini non saprebbero da che parte è l'alto e il basso. Che sarebbe OK , se non fosse per il fatto che - a volte - abbiamo bisogno dei loro dollari e dei loro spermatozoi . Quando arriverà quel momento , sarà necessario trasformarsi temporaneamente , al fine di ottenere quello che volete . ( Vedi sotto ). 

SPERMA E CASH 

Fateveli . Sì , essere lesbica e femminista e volere che gli uomini vogliano fare sesso con voi sono la stessa cosa - e che può diventare confuso - ma il fatto è che abbiamo bisogno di uomini per alcune cose . Come le uova e la ricchezza , e una buona s*****ta per calmarci .Quindi , un consiglio: quando dovete essere col nemico , basta assicurarsi che non vi prenda col preservativo , o non noti che siate sessualmente eccitate solo quando ci sono mucchi di banconote in giro . ( Tengo un po ' di banconote sotto il cuscino per questo scopo. Anche il suono di carta ha lo stesso effetto)In questo modo egli penserà davvero lo ami per lui - come le eterodosse principesse della Disney - e lui probabilmente andrà all' accordo prematrimoniale . In mancanza di ciò , c'è sempre il tribuale, una volta che hai avuto abbastanza . In entrambi i casi , i soldi per la marmellata . 

Agite da incazzate 

 Non importa cosa , non lasciare su quel venire i brividi di gioia quando gli estranei si comlimetano con il vostro petto, o quando il tuo capo viene trombato e cerca il letto da voi . Io personalmente so quanto sia difficile nascondere la vostra voglia! Voi siete OK , dopo tutto ! - Ma bisogna dimostrarsi arrabbiate. Altrimenti non è possibile estrarre la scheda " molestie sessuali " quando le cose non vanno come pensavate o siete di cattivo umore . 

Bandite gli uomini 

 Siamo così vicine! Presto saranno praticamente zero gli uomini di sinistra nel governo e solo una frazione in posizioni dirigenziali . Sarà un mondo pieno di dominanza , il denaro , la crescita naturale dei capelli , le emozioni, i divieti sessuali , e un sistema parlamentare basato sul ciclo lunare . Sarà il paradiso SULLA TERRA MADRE .Tuttavia . E ' indispensabile che tu ricordi  a tutte le interessate che le donne hanno vissuto momenti difficili . Che il femminismo è ancora necessario ( LOL ) . E che negli ultimi 2000 anni non e 'stato un gioco da ragazzi per le signore . Scuole sembra aver comprato , e alcuni uomini si sentono anche un male per noi ( soprattutto i poveri quelli mancino , ma ancora) .Quindi tenerlo "reale" e trainate la linea del partito . QUalunque cedimento sopra questi " fatti" svelerebbe decenni di duro lavoro da parte delle vostre sorelle che vi hanno preceduto, che hanno sfilato per le strade per il vostro diritto di espellere gli uomini dalla società . ( FEMINISM. )Articolo di Rebbecca Kamm - Una creatura di orrore .

 FONTE http://www.nzherald.co.nz/opinion/news/article.cfm?c_id=466&objectid=11180931

lunedì 23 dicembre 2013

Buon Natale?




BUON NATALE A TUTTI !!!!!



Il sistema giudiziario ammette il fallimento


Il sistema giudiziario inglese ammette il fallimento nel proteggere una bambina dalla PAS

 

Non so dove sia mia figlia.  Ogni mattina mi sveglio con l’ansia.  Mi sento inutile e privo di speranza.  L’emozione più forte che un genitore prova è l’amore verso i figli, e senza motivo sono stato privato di mia figlia.  È una ferita tale che non si rimargina mai.  Ogni Natale la vita va avanti. Ma non è un film.  Non si può tornare indietro.  Il tempo non passato con i figli è perso per sempre.  Ho il cuore in pezzi, ma non mi arrenderò mai. Perché la magistratura consente l’alienazione genitoriale?   Distrugge i bambini.  Ci sono migliaia di bambini che stanno soffrendo come mia figlia”.

La storia si svolge in Inghilterra.  La madre si dimostra alienante fino dalla nascita della figlia nel 1999.  All’età di 18 mesi la separazione fra i genitori.  La madre inizia ad usare falsi certificati medici per violare le sentenze.
I dispositivi dei tribunali venivano ignorati con tale facilità da essere inutili.
Nel 2003 la madre alienante ha una nuova relazione ed invita il padre a prendersi cura della figlia.  Papà e figlia riprendono sereni contatti, ma questa situazione dura solo 5 mesi.
Nel 2006 la madre alienante tenta una accusa di pedofilia. Viene stabilito che è tutto falso, ma intanto per vari mesi la bambina ed il papà vengono preventivamente condannati ad incontri protetti.  La bambina deve anche subire esami intimi.
Le indagini rivelano che la madre è mentalmente disturbata: affetta da tratti paranoidi e depressione, fa uso di acool e droghe.
La pedo-calunniatrice, accecata dall’odio, nel 2007 attacca il papà con un coltello: viene incarcerata e sottoposta a cure psichiatriche.  La bambina può vivere con il papà.
La vicenda si sarebbe conclusa qui, se la magistratura non avesse assunto una decisione scellerata: in base ad una discriminazione di genere preferisce domiciliare la figlia presso la madre, appena scarcerata.  Il papà rispetta la sentenza.
Se domiciliata presso il papà, la bambina avrebbe potuto avere contatti con entrambi i genitori, in quanto la madre avrebbe avuto difficoltà a praticare l’abuso dell’alienazione genitoriale senza avere la domiciliazione.
Invece, favorita dalla sentenza, la madre può alienare la figlia.  Tenta anche una falsa accusa di violenza.
Nel 2012 un giudice assume una decisione criminale: favorisce l’alienazione usandola come scusa per troncare i rapporti con il papà.
L’appello ribalta la sentenza, ma può essere troppo tardi per la bambina: il giudice  aggiunge «il sistema giudiziario ha fallito, l’infanzia della bambina è stata devastata».
A questo punto, l’unica decisione efficace che la magistratura può assumere per salvare la bambina è l’allontanamento dalla madre, che comunque meriterebbe la galera per aver maltrattato la figlia e violato 82 dispositivi.
Qualora la magistratura si disinteressi della bambina, il padre potrebbe decidere che il benessere della figlia viene prima del sistema giudiziario che ha favorito l’abuso.
Fonte della foto: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2524892/My-ending-anguish–father-rights.html

Fonte: http://www.associazionefamiliaristi.it/il-sistema-giudiziario-inglese-ammette-il-fallimento-nel-proteggere-una-bambina-dalla-pas.html

[http://bit.ly/JjQF1k]

 

Padri separati sono i nuovi poveri

Sempre più sardi si rivolgono alla Caritas
Pensionati e separati tra i nuovi poveri





Il 2013 si chiude in un contesto di sofferenza e fragilità. Con la povertà che avanza fino a tradursi nella mancanza dei beni primari.
In Sardegna l'emergenza ha il volto del disoccupato, del padre separato, dell’anziano con una pensione minima. E’ una povertà che si articola in forme diverse, quelle legate alle nuove “dipendenze” come i giochi d’azzardo. Situazione descritta nelle 260 pagine del Dossier Caritas 2013 presentato nella sala Universo del Planetario de L'Unione Sarda.
Nel corso dell’anno, l’utenza complessiva nei servizi Caritas è stimata in 2.905 unità rispetto ai 2.123 dell’anno precedente con un incremento del 37% degli assistiti. Basterebbe questo dato per descrivere la drammaticità del momento. E guai a pensare che tocchi solo agli stranieri: cresce, infatti, la quota dei cittadini italiani che frequentano i centri della Caritas, passati dal 74,2% del 2012 all’80,1% del 2013. Oltre ai problemi economici (37%) e occupazionali (26%), che costituiscono le prime due categorie dei bisogni manifestati, tra gli altri si segnalano problemi legati all’abitazione (10%), alla famiglia (8,5%) e alla salute (5%).
L’EMERGENZA E’ NELLA QUOTIDIANITA’ - Ma sono tanti gli elementi che contribuiscono a tratteggiare il quadro della situazione nell’Isola. Nella mensa della Caritas diocesana di Cagliari, da gennaio 2013 a ottobre sono stati distribuiti 131.606 pasti, con una media di circa 500 pasti al giorno tra colazione, pranzo e cena. Per quanto riguarda l’attività della fondazione anti-usura, nel 2013 le pratiche erogate (gennaio-settembre) sono state 61 per un totale di circa 900mila euro. Il numero è quasi raddoppiato rispetto a quello dello scorso anno. La differenza, si spiega nel dossier, è dovuta alla crescente richiesta di finanziamento da parte di famiglie e piccoli imprenditori che non hanno più possibilità di accesso al credito “istituzionali” poiché fortemente indebitati o segnalati nelle varie centrali-rischi.
I DATI - Per quanto riguarda gli stranieri cambia anche il peso delle diverse nazionalità che richiedono assistenza. Nel 2013 la nazionalità prevalente è quella del Marocco mentre nel 2012 erano i rumeni, che si posizionano al secondo posto. Massiccia è la scalata di nigeriani che passano dall’ottava posizione alla quarta. E’ in aumento anche il numero di bosniaci di origine rom. Nel complesso, l’attuale crisi oltre alla componente nazionale, appare pesare maggiormente sull’emigrazione preveniente dall’Africa.
La classe d’età prevalente, tra coloro che chiedono un aiuto, rimane quella tra i 35 e i 55 anni così come nel 2012. I coniugati costituiscono la maggioranza seguiti dai celibi o nubili (importante è la componente femminile) e dai divorziarti o separati. Con una particolarità molto importante: quest’ultima categoria è tra quelle a maggior rischio povertà. Anche loro sono tra i "nuovi poveri". Ancora un dato: l’assoluta maggioranza degli utenti risulta avere un domicilio (01,8%), la maggioranza degli utenti vive in nucleo familiare (76%).
LA POVERTA’ AVANZA - Non esiste una definizione univoca del concetto di povertà ma per poter quantificare i poveri si può partire dal concetto che la condizione di un individuo può essere definita solo se paragonata all’ambiente nel quale vive. E secondo quest’ultima definizione che l’Istat definisce “povertà relativa”, in Sardegna ci sono 147mila famiglie povere, il 20,7% del totale delle famiglie residenti nell’Isola (dato al 2012, ultimo disponibile), che si traduce in più di 400 mila sardi poveri. Si tratta di una dimensione in crescita e più alta rispetto alla emdia nazionale, ferma al 12,7%. Nel 2003 la percentuale delle famiglie sarde povere era simile a quella nazionale: rispettivamente 13,3% in Sardegna e 10,8% la media nazionale. Oggi, invece, c’è un divario evidente di circa 10 punti percentuali. In Sardegna il reddito pro-capite è più basso e c’è minor concentrazione della ricchezza: il livello dei consumi delle famiglie sarde è di conseguenza costantemente più basso rispetto alla media nazionale.
DISPERSIONE E DISOCCUPAZIONE - Senza formazione specialistica è difficile trovare lavoro. I giovani sardi con un basso livello di istruzione e senza esperienze hanno maggiori probabilità di rimanere fuori dal mercato del lavoro. E in Sardegna un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni dopo aver conseguito la licenza media ha abbandonato gli studi. Attualmente si sta cercando di rimediare all’abbandono scolastico attraverso quella tipologia di corsi (biennali per ottenere una qualifica) che per tanti anni sono stati erogati in maniera ridotta, ma anche se con tali interventi si riesce a ridurre statisticamente l’indicatore di ESL, non è detto che poi tali giovani riescano effettivamente a entrare nel mercato del lavoro, contribuendo cosi a ridurre anche il tasso di disoccupazione giovanile.
Redazione Online


venerdì 13 dicembre 2013