"Papà, oggi sei buono o cattivo
?". E' il titolo di un convegno organizzato da "Linea Rosa" e in
calendario a Ravenna per il 5 marzo. Sottotitolo: "La violenza familiare
davanti ai bambini: riconoscimento e strategie possibili".
Non sorprende l'intento discriminatorio di "Linea Rosa", noto centro antiviolenza facente parte di una rete nazionale che ha come attività quella di "..accoglienza e ospitalità di donne con o senza bambini che subiscono maltrattamenti o violenze", svolta tramite "2 case rifugio ad indirizzo segreto e 1 per ospitalità di donne in situazione di disagio sociale".
Le pagine del loro sito web, al pari di tanti altri dello stesso tipo, è
un autentico concentrato di odio e luoghi comuni sugli uomini e sulla
"violenza maschile contro le donne" che tanti contributi - milioni di
euro, non spiccioli - attrae ogni anno dalle casse dello Stato per
giungere a quelle della rete nazionale A.V..
Sorprende che anche autorevoli
"sponsor" abbiamo frettolosamente abbinato la propria immagine a quella
di un "incontro pubblico" di chiaro stampo sessista contro il genere
maschile e, segnatamente, contro i "genitori che non partoriscono".
Dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna ai Lions, passando per la
Fondazione Movimento Bambino (...), gli sponsor fioccano.
Fa scandalizzare, però, che la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - in buona compagnia di Provincia
e Comune di Ravenna - abbia patrocinato moralmente un simile evento
che, in tutta evidenza, fin dal titolo si mostra contro i padri.
I buoni conoscitori dei processi
decisionali dell'Ufficio di Presidenza affermano che la locandina,
probabilmente, non sia stata trasmessa (a Comune e Provincia, però, pare
sia regolarmente arrivata) o trasmessa in bozza, ben prima della sua
stesura definitiva. Non si spiega, altrimenti, come i dirigenti renziani
non abbiamo levato gli scudi di fronte al chiarissimo indirizzo
discriminatorio dei contenuti.
Per questo motivo, tutti
gli sponsor - e in special modo l'ufficio di Presidenza - stanno
ricevendo in queste ore una lettera formale di protesta indirizzata dal
Presidente di ADIANTUM, prof. Giacomo Rotoli, inviata per conoscenza anche al titolare del Dipartimento delle Pari Opportunità, sebbene quest'ultimo rechi, in bella evidenza nella home page,
il numero antistalking 1522 dedicato solo alle vittime femminili (al
30% di vittime maschili nisba) e il link alla rete dei centri
antiviolenza di cui, ovviamente, Linea Rosa fa parte.
Peccato che, secondo lo studio
quinquennale di Telefono Azzurro (2008 - 2013) il responsabile
dell’abuso in famiglia è di sesso femminile nel 46,6% dei casi (e
maschile nel 53,4%). Nei casi di abuso sessuale il responsabile è
frequentemente un soggetto di sesso maschile (88,1% - 11,9% di sesso
femminile), mentre nei casi di trascuratezza è più spesso coinvolto un
responsabile di sesso femminile (64,1%), frequentemente la madre.
Questo, l'ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, deve averlo dimenticato.
Vorrà dire che glielo ricorderemo.
Nel frattempo, a Ravenna saranno
presenti osservatori di ADIANTUM, al fine di documentare la correttezza
(o meno) dell'informazione che verrà fornita agli intervenuti.
Trattandosi di un incontro pubblico, riteniamo di non aver bisogno
dell'invito.
Fonte: Redazione
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