martedì 19 marzo 2013

Il diritto "positivo" della dignità famigliare



 (liberamente tratto da: "Gli dioli della modernità" di Schooyans. Benchè il testo di Schooyans si riferisca in particolare ai fenomeni demografici e alle politiche demografiche mondiali, i contenuti delle interviste di Schooyans sono di grande attualità anche per il diritto di famiglia. Schooyans fa specifico riferimento alla dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948, che agli articoli 7 e 16 recita:

 

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un'eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un'eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 16

1.       Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Riporto alcuni interessanti passaggi, tratti dalla monografia citata, che forse possono dare una interpretazione più ampia e meno localistica della attuale prassi del diritto di famiglia]





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(liberamente tratto da "Gli idoli della modernità" di Schooyans)

«Quindi [sulla dichiarazione dei diritti dell'Umo] ci sono due cose da rilevare : in primo luogo l’uguaglianza dei diritti e della dignità [dei coniugi]; in secondo luogo gli strumenti giuridici devono dar corpo e forma concreta a questi stessi diritti. »

«Trattandosi della dichiarazione del 1948 occorre comprendere bene che gli stessi diritti fondamentali possono dare luogo a codificazioni diverse secondo le diverse tradizioni giuridiche dei diversi paesi. Le nazioni possono tradurre in vari modi lo stesso rispetto dato ai diritti fondamentali dell’uomo»

«Ciò che abbiamo detto si può sintetizzare come espressione: tradizione realista. Questa tradizione si piega di fronte alla realtà degli uomini concreti: voi, io l’universalità degli esseri umani»

«Ma ecco che oggi la dichiarazione del 1948, che si ispira chiaramente alla tradizione tradizione realista, viene contestata».

«Si tratta di una contestazione che ha subito l’influsso della tradizione positivista, elaborata principalmente da Hans Kelsen. In base a questa nuova concezione tutto ciò che riguarda i diritti inalienabili dell’uomo viene messo in discussione [anche l'art.16, N.d.r.]. Tutto è negato, messo tra parentesi, denigrato, dimenticato. Esistono solo la legge scritta e le norme giuridiche. Esiste solo il diritto positivo, con esclusione di ogni riferimento ai diritti immanenti alla natura umana. In una simile concezione meritano rispetto e considerazione solo le decisioni giuridiche [nel caso di separazioni coniugali, le sentenze di separazione, N.d.r.]; ma si tratta di norme che possono mutare in qualsiasi momento, a seconda del capriccio di coloro che detengono il potere, di coloro che hanno l’interesse a far passare come “nuovi diritti” determinate scelte [il “diritto” del minore a vivere con un genitore col locatario per l’85% del suo tempo, ovvero in un nucleo monogenitoriale, N.d.r.]. E’ dunque evidente che i diritti dell’uomo dipendano, in definitiva, dalle decisioni di coloro che riescono a far prevalere le loro idee dal momento che viene eliminato ogni riferimento alla verità dell’uomo».

«Il positivismo giuridico ha aperto la porta a ogni forma di dittatura e tirannide. Come lo stesso Kelsen ha scritto, nell’Unione Sovietica di Stalin esisteva uno Stato di diritto, dal momento che c’erano delle leggi. Ma che tipo di legge? Una legge che era l'espressione e lo strumento della sua volontà di potere. Non si faceva nessun riferimento a diritti che fossero naturali, che fossero l'oggetto di una verità a cui tutti aderiscono [il diritto dei minori a vivere in modo pieno con un padre e una madre, N.d.r.] E' una legge [o sentenza] che sancisce la vittoria dei più forti, i quali dichiarano: dal momento che questa è la nostra volontà, siamo noi che decidiamo [oggi in Italia i genitori separati sanno bene chi e come decide di applicare il diritto positivo nelle separazioni coniugali, come e con chi debba crescere un minore, N.d.r.]».

 «La dichiarazione del 1948 enuncia i diritti fondamentali. Si tratta di prime verità fondanti. Noi riconosciamo un fatto: [Tutti gli esseri umani nascono con il diritto di fondare una famiglia, con uguali diritti anche allo scioglimento della stessa.] E questi diritti non scaturiscono dal libero arbitrio degli uomini. Ancor prima di far parte della società politica organizzata , l’uomo possiede già dei diritti umani fondamentali.
«E i diritti naturali precedono la legge» [e precedono anche le sentenze, che applicano o dovrebbero applicare la legge].

«Chiunque faccia un uso retto della ragione è in grado di riconoscere la dignità della persona umana. Sfortunatamente stiamo assistendo ad un pervertimento della ragione che finisce per cadere nelle sue stesse trappole, essa viene manipolata e soggiogata [La stessa valutazione “tecnica” delle capacità genitoriali si fonda sull’arbitrio, che paradossalmente assurge a nuovo paradigma per giudicare ciò che non è imbrigliabile in schemi razionali]. In portoghese esiste un’espressione molto incisiva per dirlo: “fare la testa di qualcuno”. E’ possibile fare la testa di qualcuno, raggirarlo, fargli il lavaggio del cervello. La ragione di un individuo può essere annullata e raggirata. A quel punto voi potete imbottirgli il cervello di idee incoerenti e assurde. [come precisamente nel caso dell’applicazione del diritto di famiglia]

La peggiore schiavitù è quella mentale, della ragione».

Leggi il resto  
(prefazione a Schooyans, scritta da card. Ratzinger)
tesi simili  sono ritrovabili al link del "Lexicon. Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche" del pontificio consiglio della famiglia. Al Pontificio consiglio partecipò il card. Bergoglio
 
Aggioramento:
la dottrina sociale (IV Rapporto)

(BITLY: http://bit.ly/J1IK8H )

lunedì 18 marzo 2013

PADRI SEPARATI: Per l’88% l’affido condiviso non funziona








In Italia ogni anno ci sono 90.000 separazioni e 55.000 divorzi, il 33,1% dei divorzi ed il 49% delle separazioni vede coinvolti coppie con figli minori. I padri separati in molti casi vivono in condizioni di grave disagio economico.


Dal 2006, la legge 54 sull’affido condiviso regola l’affidamento dei figli stabilendo il principio di bigenitorialità di entrambi e tutelando quindi la relazione genitoriale con i figli; tuttavia, secondo una ricerca condotta dal Centro Studi e Ricerche sul Diritto della Famiglia, su un campione di 200 padri separati (metodo Cawi), alla domanda cosa ne pensa dell’affidamento condiviso, l’88% ha dichiarato l’inefficacia di questo istituto (nel 92% dei casi il figlio viene affidato di fatto alla madre), mentre un 12% si dice soddisfatto dell’istituto che ridurrebbe la conflittualità tra i genitori.

Inoltre, dall’Indagine dell’Osservatorio emerge che il 40% degli intervistati non si sente all’altezza del suo ruolo, a prescindere dalla motivazioni. Al disagio economico, secondo le stime della Caritas il 26% degli ospiti delle mense dei poveri è rappresentato da padri separati, si somma quindi anche un disagio psicologico.

“Assistiamo ad un vuoto di tipo legislativo nelle leggi che regolano l’affidamento condiviso - ha commentato l’avvocato Matteo Santini direttore del Centro Studi e Ricerche sul Diritto della Famiglia e consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma - serve una tutela più forte ed efficace anche sotto il profilo dell’esecuzione dei provvedimenti e delle sanzioni da comminare a carico di quei genitori che non rispettano le disposizioni delle sentenze o il contenuto degli accordi. Una mancata tutela effettiva dei diritti che vengono affermati in una sentenza rende di, fatto, vano ogni riferimento teorico ai principi di bigenitorialità e alle regole sull’affidamento condiviso - continua Santini - che aggiunge - Se il genitore che convive stabilmente con il minore impedisce, di fatto, all'altro di esercitare il proprio di diritto di fare il genitore arreca un danno al minore stesso”.

mercoledì 13 marzo 2013

L'agenda di Papa Francesco



ber


Quando ci si azzecca

Ci avevamo azzeccato (qui). Dalle dimissioni del Papa tedesco fino al nuovo Papa Bergoglio è passato circa  un mese.
In Italia (visto il tasso di separazioni che ha raggiunto quasi 90mila casi annui) dalla data delle promesse elettorali si saranno celebrate circa 7mila separazioni e si saranno creati, considerando una causa per ogni separazione,  circa 35000 posti di lavoro, così distribuiti. Circa 7000 avvocati dalla parte dei mariti, 7000 dalla parte delle mogli. Considerato che la prassi dei tribunali è di affidare la "valutazione delle capacità genitoriali" ai vaticini delle CTU (psicologhe che fanno a tempo perso i consulenti tecnici d'ufficio, talmente ferrati nella materia che non hanno ancora definito unanimemente cosa intendono per "trauma") avremo, in più, 7000 consulenze d'ufficio, 14000 consulenze di parte (7000 consulenze di parte marito e 7000 di parte moglie). A questi si aggiungono 7000 nuovi appartamenti, per ospitare i padri-clochard, che, per non essere additati "bamboccioni" dai nostri esperti di diritto di famiglia e non perdere la prole (il non avere più una casa è motivo di esclusione dall'affido condiviso),  dovranno trovarsi una nuova abitazione.  Lo faranno con i soldi dei genitori, visto che l'assegno di mantenimento della "moglie addolorata" tira via il 30% dello stipendio.
Bamboccioni fino al midollo.

E' davvero una benedizione, in tempi di ristrettezza economica, tutto questo lavoro, tutto questo affannarsi in vaticini, nel $upremo intere$$e del minore, nel $upremo intere$$e nell'a$$i$tenza ai padri $eparati.

Pertanto il nuovo Pontefice (membro della membro della Presidenza del Consiglio Pontificio per la Famiglia) non potrà non rilevare l'importanza di mercato del matrimonio, vero "motore immobile" per divorzi e separazioni. Separazione che crea posti di lavoro, sviluppa profe$$ionalità, sviluppa intre$$i e a$$i$stenza verso la famiglia. Genera il supremo bene (minuscolo)

Papa Francesco (membro della membro della Presidenza del Consiglio Pontificio per la Famiglia) è la soluzione finale al problema della famiglia



La  problematica del mercato di famiglia


E' pur vero che questo  mondano e laico affanno nel "disgiungere ciò che Dio ha unito", mal si presta ad assicurare una società stabile, a evitare che sia "calpestato il diritto dei minori a vivere con un padre e una madre", oltre ad essere in contrasto con le Sacre Scritture.

E' pur vero che, essendo il tasso di separazione giunto al 30%, circa un matrimonio su tre "scoppia".

E' pur vero che il 30% dei giovinetti cristiani, ridotti a  "pacco" postale dalle ineffabili prassi dei tribunali Italiani (così reticenti a pronunciare il termine BIGENITORIALITA'),  vivranno scompensi affettivi,  1 giorno con papà e 6 giorni da mamma (nelle migliori condizioni), avanti e indietro in auto per le vie della città, con detrimento per le condizioni di traffico, viabilità, inquinamento e CO2.

E' pur vero che le pratiche delle italiche psicologhette che affollano i nostri tribunali sconfinano in "divinazione e magia", le quali, benchè pratiche condannate anche dal Magistero della Chiesa, sembrano davvero le uniche discipline ad assurgere a metro della valuazione del Cristiano gregge (c'è da risolvere qualche problema ancora alla base del sistema psicologico, come la definizione delle parole (click), ma ce la stanno mettendo tutta, parola-di-psicologo).

E' pur vero che si sono verificati fatti ignomignosi nella nostra italica penisola, creati dagli operatori della psiche (come quel brutto pasticciaccio che ha coinvolto due minori di Basiglio, link), e dal loro prurito nell'andare a interpretare i disegni dei minori come fatto comprovato di una realtà che esiste solo nel cervello dell'operatore. 

E' pur vero che l'umana prassi giuridica nel discriminare i generi sessuali nell'affidamento della prole si fonda talvolta su una discriminazione di genere, che ha già dato modo di coniare il termine "nazifemminismo" (qui),  giusto per criticare alcune clamorose patacche dei media  (cliccare balla) come anche fanno alcune associazioni di esperti e avvocati che farebbero di tutto per rendere più ragionevoli le separazioni coniugali  (esperti eretici clik)
 
E' pur vero che taluni psicologi meno progressisti e più reazionari si ostinano a parlare del ruolo della figura paterna nella crescita dei minori (psicologo reazionario click), psicologi che rimangono comunque una esigua minoranza, a cui si sono alleati pediatri eretici (click su pediatri eretici click ).


Tuttavia Papa Francesco dovrà pur rendersi conto che i tempi moderni hanno fatto, del diritto del minore ad avere una famiglia, non solo oggetto di negozio, ma oggetto di vero mercato. Un mercimonio mercato florido, fiorente, giusto, con le sue proprie leggi (disattese, come la legge 54/2006 sul condiviso), prassi consolidate, costumanze; consolidato dalla giurisprudenza delle sentenze, vivificato dai vaticini degli esperti della psiche, vero idolo per i genitori che vogliono disfarsi, in tempi brevi, del/la consorte, senza aspettare la sua fine biologica. E ciò da trent'anni e più. Altro che principio non-negoziabile!

Inutile che il Papa Francesco vada contro la modernità del consenso . L'essere umano è un accidente immerso nel grande pianeta Terra, soggetto a dinamiche che non è in gradio di controllare. E' un accidente nel tessuto del consenso sociale.
Inutile andare contro il mercato, che ha proprie regole e notoriamente si auto-regola.
La stessa idea, laica e promettente, che fonda l'umanità su "... nozze e tribunali ed are..." è già belle che passata.
Il primato è del consenso della maggioranza, non della Verità (I. Comandamento). (Schooyans pensa che ogni tanto bisognerebbe tornare a dare un’occhiata allo Stato nazista e domandarsi se l’Olocausto non fu compiuto nel pieno rispetto delle leggi dello Stato e del consenso della maggioranza, qui. Ma non era ben informato)
La famiglia è negoziabile (II Comandamento). E non esistono complotti, volti a ridurre la famiglia a contratto sociale. E' vero che il papa Francesco disse, a riguardo della proposta del parlamento a favore del matrimonio omosessuale (fonte qui): «Non dobbiamo essere ingenui, non stiamo parlando di una semplice battaglia politica, è una pretesa distruttiva contraria al piano di Dio. Non stiamo parlando di un mero disegno di legge, ma piuttosto una macchinazione del padre della menzogna che cerca di confondere e ingannare i figli di Dio». Ma è stato 3 anni fa!
D'altro canto, anche volendo criticare il sistema delle separazioni, si correrebbero grandi rischi, ci vorrebbe un coraggio da leoni, e "il coraggio uno non se lo può dare" (III Comandamento: rispettare il politically correct).


Don Abbondio. Il coraggio uno non se lo può dare

La riforma dei comandamenti 
(ovvero: "oltre le Barriere").

Nel contesto anzidetto, è ovvio che non si possa frenare la modernità, non si possa interrompere la catena che innova, eliminandoli, gli  affetti ed effetti di genitori e figli. Tutto ciò per il Bene della Società, difeso dal Diritto, e non  dell'individuo.

I figli sono "beni" come altri, soggetti alle quotazioni di mercato; l'indifferenza sessuale è ormai  un fatto acquisito (3) per cui la questione dei conflitti  "padre e madre" nelle separazioni diventerà vetusta. Si può essere pro o contro il matrimonio omo/etero, pro/contro la famiglia mono/etero/omo, ma «La Barriera è l'Ordine immutabile della natura. Solo se [l'uomo] la penetra, la sfonda, la squarta, e comunque la fa arretrare, può liberarsi un poco alla volta dal suo peso e ottenere ciò che egli vuole» (4)

Niente vieta (3), in nome dell’affetto reciproco, che un giorno ci si possa sposare in tre o quattro o più, considerando non solo la tradizione poligamica di tanti popoli, ma anche le tecniche di fecondazione assistita, che già hanno permesso ad alcuni giudici di stabilire che un bambino può far riferimento legittimamente a tre genitori.

Papa Francesco dovrà pertanto tenere conto della improrogabile necessità di due importanti innovazioni, cosa che non fa dai tempi di Mosè (ed è tutto detto).

Innanzitutto si riformi il titolo quarto della Costituzione della Legge Naturale, ormai sorpassato, "Onora tuo padre e tua madre", al fine di tenere conto della molteplicità delle situazioni,  impreviste ai tempi di Mosè per "mero pregiudizio" (come bacchetta la recente sentenza Cassazione) con qualcosa che dovrebbe suonare come: "Onora il tuo (o i tuoi)  family gender(s)" (IV Comandamento). Eventuali modifiche al nuovo dettato sono ben accette, anche perchè non è ancora definitiva la questione (se un bimbo ha due mamme, niete festa del papà! qui)

Se proprio non aggrada al nuovo Pontefice la legge del mercato di famiglia, prodotta dalle più raffinate menti del Diritto, allora che si prendano le contromisure già dall'inizio.  Si introduca un nuovo comandamento "XI comandamento: non commettere matrimonio", con efficacia retroattiva, che impedisca l'instaurarsi di quei rapporti umani, ritenuti fin anche dalla cultura illuministica fondamento delle umane genti (la storia delle "nozze/tribunali/are" di Foscolo e Vico, che ancora si studia, per mero errore di ristampa dei libri scolastici).
Rapporti che si sono verificati e dimostrati insindacabilmente precari (vedi separazioni), che si dimostra non essere necessari per crescere i figli (parola (6) di psicologo)  e frequentemente si risolvono dopo anni di inutili battaglie giudiziarie, alimentate purtroppo da accuse strumentali (5) (prevista una deroga all'VIII comandamento).

Con tali migliorie, oltre alla Barriera della Natura, si sarà superata anche la Barriera del Diritto Naturale.
E così "pace" sarà fatta!  

-----PROMEMORIA (per risovere la questione "famiglia arcaica")-----

I. Io sono il consenso - non avrai altra divinità all'infuori di me
II. Dirai "non - negoziabile" invano 
III. Ricordati di rispettare il politically correct
IV Onora i (family genders?)

V, VI, VII (problemi di definizione dei termini lessicali oggi in uso. Es: furto/adulterio/omicidio)

VIII Non dire il falso (deroga per le mamme/mogli in via di separazione dai mariti)
IX non desiderare i tuoi affetti (li hai persi e sono diventati d'altri)
X non desiderare la restituzione dei tuoi effetti (son diventati d'altri)
XI non commettere (più) matrimonio
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Riferimenti.
(tag:     http://bit.ly/YsL101   )


(1) http://www.avvenire.it/Dossier/Elezioni%202013/temi/Pagine/Il-confronto-elezioni-2013.aspx

(2) http://www.tempi.it/gli-omicidi-contro-le-donne-sono-uno-scandalo-ma-i-numeri-del-femminicidio-sono-gonfiati
(3) http://www.tempi.it/cosi-leuropa-abolisce-la-differenza-sessuale-sopra-le-nostre-teste#.UTXGAaxWNSl
(4) http://www.corriere.it/opinioni/13_febbraio_19/severino-nobile-rinuncia-benedetto-turbamento-fede_689061ee-7a6c-11e2-896e-599d001aa8d7.shtml

(5) http://www.centriantiviolenza.eu/

(6) http://www.uccronline.it/2013/02/20/adozioni-gay-risposta-a-dacia-maraini/

venerdì 8 marzo 2013

Chi non decolla e chi è decollato




 

«In principio era il Verbo», verbo creatore, scrive Giovanni l'Evangelista
Tutto fu fatto per mezzo di lui. Almeno tutte le cose reali

Nel 2013 c'è la Rete, c'è il giornalismo, c'è la notizia, anzi ci sono anzi le notizie, le news, il cui plurale non sottintende tuttavia la pluralità delle idee,  che si rivelano molto spesso a senso unico.
Oggi la parola crea ancora una realtà. Talvolta viene scientemente usata anche per creare una realtà fittizia, viene usata per costruire un'immagine del mondo, per catturare la nostra attenzione e fornirci una chiave di lettura della realtà. Usata per creare un fattoide e nascondere la realtà delle cose.

Il lessico della rete e del giornalismo è parziale, ma è proprio studiato e messo a punto per esserlo.

Quando i sistemi sociali rendono difficile la conduzione famigliare e  nulla obiettano ai modelli che, demonizzando l'esistente, propongono nuovi tipi  di famiglie omo/mono, senza per nulla considerare le necessità reali delle famiglie normali (inteso in senso statistico (*)) si vede spesso scritto che la famiglia "scoppia". E' come scoprire con grande sorpresa che, lanciando in aria a Ferragosto un palloncino pieno d'acqua, quando questo cade a terra fa "splash"- "è scoppiato". Bella scoperta! Per il mondo delle news la scoperta della relazione causa effetto è roba ancora da venire, certo un mondo inesplorato e un tesoro nascosto, .

Se un genitore ostacola l'altro, impedendogli di fatto di avere un contatto equilibrato e continuo con i figli, allora la notizia parla di separazione "conflittuale", quasi a schematizzare in modo immaginifico due contendenti quarantenni e posati che, messa da parte l'aplombe che mantengono in ufficio o nelle public relaitons, si scambiano insulti e scorregge dalle rispettive trincee.

Se un minore ha la fortuna di avere un genitore che si adopera in via giuridica per applicare la legge e le sentenze e poter assicurare ai propri figli un avvenire condiviso, allora è un figlio "conteso", quasi a evocare la falsa immagine di due genitori che se lo strattonano come uno straccetto sulla soglia di casa. Figlio che, proprio perchè ritenuto conteso, avrà un genitore "collocatario", in genere la madre, con marginalizzazione dell’altro (prassi dei tribunali italici). 
Beninteso, per la notizia e la prassi dei tribunali è collocato, non è un pacco "postale", e conseguentemente diventa (bella scoperta!)   orfano "involontario" di padre (o di madre). Misteri del lessico, che della relazione causa-effetto se ne infischia altamente!
 
Se una legge sull'affido condiviso (l. 54/2006) non è applicata dai togati della italica regione, si scrive che legge che non "decolla" (Famiglia Cristiana-1), formando nella nostra psiche l'idea di chissà quale apparecchio alato, in rollio su qualche sperduta pista di decollo. In realtà se nelle italiche famiglie separate  uno dei genitori viene estromesso di fatto dall'accudimento dei figli, chi viene decollato è la società, nel senso di decapitata della sua unità fondamentale, la famiglia stessa.

La decollazione è spesso una vera operazione assistita, da quelle che si liquidano come accuse "strumentali", immagine che forma nella psiche l'idae di un ottonato strumento a fiato, che si vivela essere una grancassa nelle nostre ASL e NPI (che agiscono benintesoi nel supremo interesse del minore).

Qualche sparuto indizio che i neuroni  iniziano a funzionare, viene da oltre Oceano (2), dove si sostiene (udite, udite), senza arzigogoli,  che l'affido condiviso diviene deterrente al divorzio nei territori che lo applicano in modo prevalente. Mentre in Italia si sostiene (udite, udite), senza ricorrere a arzoigogoli semantici e lessicali,  che (3) i bambini che vivono con entrambi i genitori biologici riportano i più alti livelli di soddisfazione di vita rispetto a quelli che vivono con un genitore single o con un genitore biologico e uno acquisito.


 In principio il Verbo ha creato un sacco di cose, scrive l'evangelista.
Oggi mi sembra che con tante parole, si rincorra il desiderio di prendere a martellate il Creato e poi di metterci una pezza, ma solo semantica e lessicale, una foglia di fico che nasconde la verità. D'altro canto lo scrivono in tanti: "bisogna far "decollare" la società". Poi ognuno capisce quel che capisce. 




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1 http://www.famigliacristiana.it/famiglia/news/dossier/affido-il-dramma-degli-orfani-involontari.aspx

2. http://comeulisse.blogspot.it/2013/02/piu-affido-condiviso-meno-divorzi.html

(*) Definizione di Norma:
In statistica, la moda o norma della distribuzione di frequenza X è la modalità (o la classe di modalità) caratterizzata dalla massima frequenza e viene spesso rappresentata con la simbologia ν0. In altre parole, è il valore che compare più frequentemente.


la patacca del femminicidio



















ISTAT de l'Unità d'Italia (http://lipari.istat.it/digibib/causedimorte/IST3350Mortiviolente1870.pdf)


 




fate pace con l'intelligenza.


 
FONTE ISTAT http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&user_100ind_pi1[id_pagina]=49&cHash=a8e4ad8661dc8d0455aba7970b8a8875



E non leggete solo "Repubblica"

http://www.tempi.it/gli-omicidi-contro-le-donne-sono-uno-scandalo-ma-i-numeri-del-femminicidio-sono-gonfiati#.UTmaeqxWNSk

http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/il-femminicidio-e-la-profezia-che-si-autodetermina/

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2596