giovedì 9 aprile 2015

31 anni, disoccupata e vogliosa di rendite ? Tromba il giovane calciatore, e sarai accontentata !

31 anni, disoccupata e vogliosa di rendite ? Tromba il giovane calciatore, e sarai accontentata !

Fonte: http://www.adiantum.it/public/3634-31-anni,-disoccupata-e-vogliosa-di-rendite---tromba-il-giovane-calciatore,-e-sarai-accontentata-!.asp



31 anni, disoccupata e vogliosa di rendite ? Tromba il giovane calciatore, e sarai accontentata !
Anna Barranca e la figlia


Ex fiamma di Eto'o furiosa: «Non è stata fatta giustizia» L'attaccante della Samp dovrà pagare 450mila euro e 10mila euro al mese ad Anna Barranca per il mantenimento della figlia Annie. La donna si sfoga: «Lui potrebbe fare ancora altri ricorsi e se può non paga. Non ho fatto questa battaglia per i soldi. I miei avvocati mi avevano invitato a chiedere non dieci ma trenta mila euro al mese»
Indubbiamente colpisce la dichiarazione della signora, la solita che compare in tutte o quasi le vicende simili: “non lo faccio per i soldi”.
Beh, devo dire di non aver mai conosciuto donne meno interessate al denaro di quelle che restano incinte di un miliardario.
Di obiettivi venali neanche a parlarne, è sempre una questione di principio.
La storia - Samuel Eto’o nel 2000 è una giovane promessa del calcio camerunense, ha 19 anni e gioca in Spagna.
 
 
Ha una breve relazione con tale Anna Barranca, dalla quale nasce una figlia.
La breve relazione da altre fonti, viene descritta così “allora ragazzino (aveva solo 19 anni), durante una serata sulle isole Baleari (ai tempi giocava con la maglia del Maiorca), ebbe un’avventura di una notte con Anna, PR 31enne di una delle discoteche del posto e originaria di Iglesias (Sardegna). Dopo nove mesi nacque Annie: un tribunale spagnolo costrinse il calciatore a riconoscere la figlia e a versare un assegno da 3mila euro al mese per il suo mantenimento”.
Sembra che Eto’o non avesse alcuna intenzione di diventare padre a 19 anni, oltretutto tramite la storiella estiva con una donna molto più grande e pressoché sconosciuta.
Tuttavia il DNA è il suo e deve piegarsi all’immancabile luogo comune, cioè “assumersi le sue responsabilità” (leggi: mettere mano al portafogli), nonostante ci sarebbe molto da discutere se le “responsabilità” della gravidanza indesiderata non siano quantomeno da condividere, soprattutto nel rapporto fra una donna di 31 anni ed un pischelletto di 19.
Resta il fatto che all’epoca “assumersi le sue responsabilità” è stato tradotto in 3000 euro al mese.
Poi però la giovane promessa diventa una star e gli ingaggi crescono, quindi - chissà perché - lievitano anche le esigenze della bambina.
Se il padre gioca nell’Inter e nel Chelsea ci vogliono almeno 30.000 euro per sfamare la bimba, al di sotto di questa cifra proprio non si riesce a tirare avanti. La mamma non vuole niente, per carità, i 30 mila eurucci servono solo per la figlia.
Oggi la signora Barranca ha ottenuto “solo” 10.000 euro al mese e dichiara ai giornalisti di non essere nemmeno sfiorata dalla malsana aspirazione di aggredire il patrimonio del calciatore: “non ho fatto questa battaglia per i soldi, i miei avvocati mi avevano invitato a chiedere non dieci ma trenta mila euro al mese”. 
Perché fingere disinteresse per il denaro, sereno distacco e nobiltà d’animo, quando invece si combatte col coltello tra i denti per mettere le mani sui conti altrui ?
Mica parliamo di spicci, le richieste sono piene di zeri: 454.000 euro come arretrati, un milione e mezzo a garanzia dei pagamenti fino a quando la figlia compirà 18 anni, oltre due milioni perché la vita è dura e piena di imprevisti (adesso la Barranca chiede pure un assegno una tantum di 1,8 milioni di sterline - oltre 2,1 milioni di euro - come “polizza sul futuro” per la piccola Annie - scrivono in Inghilterra).
 
 
Infine c’è l’equivoco sull’importo del mantenimento mensile. “Solo” 10mila dice la signora, invece quei cattivoni dei suoi avvocati, avidi come pochi, le avrebbero addirittura suggerito di chiederne 30.
Poi non li ha ottenuti, ma ciò non significa che non ci avesse provato. 
Quindi la smetta, per favore, di fingere un nobile disinteresse che - dicono le cronache - non le appartiene affatto;  è riuscita ad incastrare il riccone, ora ne vuole godere i frutti.

A mio parere una mossa eticamente fin troppo discutibile anche se, bisogna ammetterlo, perfettamente lecita a termini di legge.
Al di la delle cifre credo che ci sia poco da dire ad Eto’o: sei caduto in trappola, potevi stare più attento (anche se a 19 anni non è facile immaginare i piani di una donna molto più esperta) ora, piaccia o meno, c’è chi tiene in ostaggio i tuoi guadagni.
Chi si deve offendere si offenda pure, questa è l’idea che in tanti ci siamo fatti attraverso la stampa.
Piuttosto mi piacerebbe approfondire cosa intenda la signora Barranca quando, restando seria, sostiene di non volere nulla per se e di aver fatto questa battaglia solo per sua figlia.
C’è un dato incontestabile: la relazione con un partner VIP (forse non ci aveva pensato?) ha l’effetto collaterale di far crescere parecchio il tenore di vita, una gravidanza lo garantisce alto anche dopo la fine della storia.
I cronisti dicono che la signora Barranca fino al 2011 lavorava part-time guadagnando circa 400 euro al mese, più i 3000 che versava il tizio al quale era stata imposta la paternità. Ora sembra che si sia trasferita nel nord Italia per lavoro, spero per lei meglio retribuito, ma un dubbio sorge spontaneo: con i 30mila richiesti, o anche con i miseri 10mila ottenuti, non intende compare un paio di scarpe per sé, una borsa, un tailleur, nemmeno un rossetto?
Il proclama “tutto per mia figlia, io non voglio niente” come si tradurrà nell’applicazione pratica?
La cifra di 10.000 euro al mese corrisponde più o meno a 5 stipendi medi con i quali in Italia vivono famiglie di 4 persone, c’è chi deve farcela anche con la metà. Di cosa avrà bisogno quella bambina, visto che mamma i soldi non li tocca?
Non è nemmeno invocabile il mantenimento del tenore di vita precedente alla separazione, la signora ha mollato il baby-amante ben prima del parto, la convivenza del nucleo familiare non è mai esistita.
Non scadiamo nell’ironia, per favore: nessuno dica che la bimba si ingozza di ostriche e caviale, si lava i denti col Bordeaux, va a scuola in taxi. 10 mila euro al mese sono oggettivamente troppo per le esigenze di ogni bambino, anche del figlio di Bill Gates, quindi ogni tanto non sarebbe male ricordare che i bisogni dei minori prescindono dall’avere o meno genitori facoltosi.
O anche, come in questo caso, un genitore facoltoso.
Quindi la misura economica non è affatto tarata sulle esigenze della bambina, ma su quanto un genitore può scucire all'altro.
Però non voglio mettere in dubbio le dichiarazioni della sig.ra Barranca, lei continuerà certamente a mantenere un tenore di vita proporzionato al reddito che ricava dal proprio lavoro, senza toccare un euro di ciò che arriva dal conto corrente di Eto’o.
7-800 euro, facciamo 1000, per mantenere agiatamente la figlia; tutto il resto in un fondo vincolato al quale la piccola Annie potrà accedere con la maggiore età. Non ho dubbi, andrà sicuramente così, perché malignare che forse, e dico forse, i benefici della figlia troveranno il modo si estendersi pure a mamma’ ...
Se non andasse così ne uscirebbe un messaggio vergognoso per tutte le donne italiane: non serve perdere tempo a formarsi faticosamente per costruire un futuro … frequentate discoteche e campi di calcio: se riuscite ad incastrare il pollo di turno, è fatta.
Un’ultima cosa direi ad Eto’o, se mai mi capitasse di incontrarlo: ok amico, t’ha fregato, ma quella ragazzina non c’entra niente. Capisco la tua rabbia, capisco che ti ha fatto pensare ad Annie non come frutto dell’amore ma come frutto di un inganno, ma è sempre tua figlia

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