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giovedì 21 marzo 2013

Lexicon



AL VOLUME:

"Lexicon. Termini ambigui e discussi
su famiglia, vita e questioni etiche"

 
Il Lexicon contempla una varietà di possibilità, come suggerito dal titolo completo.


(...)


Esistono numerose espressioni, in uso nei Parlamenti e nei fori mondiali, che possono occultare il loro reale contenuto e significato, e che sono perfino utilizzate senza che politici e parlamentari ne abbiano una piena consapevolezza e, in alcuni casi, per la mancanza di una completa formazione filosofica, teologica, giuridica, antropologica ecc. Ciò ostacola maggiormente la giusta comprensione di alcuni concetti. Vorremmo che il Lexicon costituisse un sussidio in questi casi e suscitasse l'interesse per una informazione seria e obiettiva e che stimolasse anche il desiderio di una formazione più approfondita in questo campo di frontiera tra varie scienze e discipline.
Il problema è accresciuto dalla mentalità imperante del positivismo giuridico, per il quale la bontà della legge non è più adeguata alla persona umana, integralmente concepita, ma la procedura concordata per la formulazione e accettazione della legge finisce per adeguarsi alla volontà della maggioranza. 

Si giunge così a una concezione della "verità politica" e di una democrazia che non saprà sottrarsi al concetto della legge come imposta dal più forte. 

[le lobbies di avvocati, giuristi, ASL e consulenti d'ufficio ben si oppone a separazioni veloci e non coflittuali. Leggere articolo]

Ci sono anche diversi concetti oscuri e di difficile comprensione, perché i contenuti stessi richiedono una paziente e serena precisazione. Ciò, naturalmente, si complica quando cresce la riluttanza ad accettare la legge naturale e a vincolare le leggi a un riferimento etico. Ovviamente, non possiamo porre al margine la ricchezza della fede che dà speciale profondità a ciò che la ragione può cogliere.

[la legge naturale dell'art. 16 della dichiarazione dei diritti dell'uomo è, nel diritto italiano, contraddetta dalle sentenze]

Molto opportuno è l'insegnamento del Catechismo della Chiesa cattolica: ""L'intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale [...]. Dio stesso è l'autore del matrimonio" (GS 48). La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un'istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell'unione matrimoniale, poiché "la salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare" (GS 47)" (n. 1603).

[le separazioni italiane, 90000 casi annui, generano clochard e impongono ai figli una famiglia "monogenitoriale", con genitori "non collocatari" che sono costretti a lasciare alle spalle affetti ed effetti]
 
Non è intenzione di questa iniziativa combattere o andare contro istituzioni e persone e, ancor meno, fare imposizioni. Vorremmo piuttosto proporre, persuadere con amore, indirizzando verso la verità, con rispetto, con la speranza che si instauri e si rafforzi un dialogo fecondo. Non possiamo eludere la verità alla quale l'uomo ha diritto per poter respirare secondo una genuina libertà. Certe espressioni approfittano della scarsa informazione o dell'ingenuità di quelli che ne fanno uso, i quali, sedotti dall'ambiguità, non si rendono perfettamente conto dell'inganno. In tal modo si cerca di manipolare la stessa opinione pubblica, occultando aspetti sgradevoli o scioccanti della realtà o della verità. Poiché i termini coniati non sono propriamente innocenti, coloro che ne sono gli autori cercano di far progredire i metodi per ottenere i fini che essi desiderano raggiungere alterando il significato dei termini. Ciò per evitare un rifiuto che essi stessi vedono come un rischio normale.

[per alcuni termini familiaristici ambigui, leggere qui] 
 
L'astuzia nella ricerca di espressioni ambigue, raggiunge livelli preoccupanti. Si inizia a parlare di un linguaggio orwelliano. Il prestigioso scrittore George Orwell, in 1984, faceva la critica delle forme totalitarie nelle quali, a scopo di propaganda, certi termini ripetuti per suscitare riflessi condizionati sfuggivano alla chiarezza dell'intelligenza e finivano per assumere un significato contrario; ad esempio, schiavitù significa libertà, il male si identifica col bene, la menzogna con la verità.

[i padri separati, ne sanno qualcosa, di psico-idiozie dei tribunali e dei consulenti tecnici d'ufficio. D0latro canto alcuni se ne sono accorti, della truffa legalizzata. Leggere articolo sul "gran coglionatore"  ] 
 
Si è denunciato il fatto che uno dei sintomi più preoccupanti dell'offuscamento morale è la confusione dei termini che porta a livelli estremamente degradanti quando essi vengono utilizzati, con freddo calcolo, per ottenere un cambiamento semantico, cioè del significato delle parole, in una maniera artificiosamente pervasiva. Questa incredibile capacità di mutazione semantica, che mostra il vuoto di un'antropologia, si manifesta anche nei concetti dei "diritti", che diventano selettivi e capricciosi.

[segnalo il "glossario della genitorialità" del dirittoitalico, che assume toni davvero metafisici. Un meta-diritto, che confornde anzichè semplificare]

Non sempre è coerentemente riconosciuta l'universalità dei diritti; si fanno infatti delle "eccezioni", le quali negano lo spessore e l'integralità dei diritti, 



[segnalo la frode sull'art. 16 della dichiarazione dei diritti dell'uomo]

(...)

Nell'equivocità crescente si arriva anche a proporre nuovi diritti, non come conquista in temi prima non riconosciuti che meritano di essere presi in considerazione, ma come nuove forme di manipolazione. 

[i genitori separati riscontreranno che anche l'invenzione del genitore coosidetto collocatario è una manipolazione lessicale e una frode del diritto, che si traduce nel diniego del diritto alla bigenitorialità, sancito dalla legge italiana oggi in vigore]

A questo riguardo, è stato validamente affermato da p. Abelardo Lobato: "Presi separatamente, sembrano concetti affascinanti, ma non è una questione di novità ma più precisamente una propria diversità del linguaggio, con lo scopo di sottrarre alcuni diritti umani a ogni norma etica per relegarli nella privacy attraverso un linguaggio ambivalente che porta avanti idee e pratiche che contraddicono ciò che a prima vista significano. Un'espressione è manipolata, e camuffata per penetrare tutti gli ambienti attraverso i potenti mezzi di comunicazione. Esiste una separazione sempre più grande fra il pensiero, la realtà stessa, e la parola che esprime, la quale diventa oggetto di manipolazione. Alla fine vengono negate le tre cose che i termini sembrano affermare: la novità, i diritti, e "l'humanum". Per non offendere l'orecchio, si sostituiscono espressioni alternative, 

(...)


Soltanto nel principio cristiano lo spirito individuale personale assume essenzialmente valore infinito, assoluto; Dio vuole che si porti aiuto a tutti gli uomini. Nella religione cristiana si fece strada la dottrina secondo cui tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio, perché Cristo li ha chiamati alla libertà cristiana". E aggiunge: "Queste affermazioni fecero sì che la libertà diventasse indipendente dalla nascita, dalla condizione sociale, dall'educazione, ecc. [...]. Il sentimento di tale principio fermentò per secoli, per millenni, producendo i più giganteschi rivolgimenti" (3).

Ci sono alcuni termini, presenti dappertutto, che sono fonte di speciali difficoltà. È il caso del concetto di "discriminazione". L'equivocità è particolarmente pericolosa. Inizialmente suscita una reazione di simpatia: come non essere contro le discriminazioni? Questo sembra essere un effetto del rispetto dei diritti umani. Ma la prima e spontanea reazione favorevole cambia quando i contenuti concreti sono meglio esaminati. In nome della non-discriminazione nei Parlamenti vengono diffusi i progetti delle unioni di fatto, anche delle unioni omosessuali e lesbiche, e persino con la possibilità di adozione.

Un caso recente che meglio può illustrare il problema (e che è considerato concretamente) è quello del CEDAW. Tale sigla significa Convenzione sull'eliminazione delle discriminazioni contro le donne. C'è una evidente ostilità contro la famiglia, la quale rappresenterebbe un luogo di moderna schiavitù. Per cui, essere sposa e madre equivarrebbe a essere discriminata da coloro che sostengono i principi morali, ancorati ai veri diritti umani. E se direttamente non è invocato il "diritto" all'aborto, in forma subdola questa via non si esclude. Discretamente, senza fare chiasso, la possibilità sarà ripresa in altre forme, sia con l'interpretazione dei contenuti assai equivoci nella "salute riproduttiva", sia con il ricorso a strumenti abortivi, sia con l'introduzione di una nuova definizione dell'aborto, limitato al tempo posteriore e non dal concepimento all'annidamento dell'embrione. Ci troviamo di fronte a una bufera concettuale.

In alcuni casi le equivocità sono in realtà grossolane e più ampie. In nome dei diritti delle donne non soltanto l'aborto è stato presentato quale loro diritto, come se l'embrione fosse proprietà della madre e costituisse un'appendice, ma si è giunti a combattere la gravidanza come se si trattasse di una specie di malattia e il "nascituro" fosse un ingiusto aggressore. Si è arrivati così a parlare, per qualche tempo, del "vaccino anti-baby". Siamo nel pieno occhio del ciclone originato dal secolarismo e dal relativismo etico. Riguardo alla equivocità e alla verità nel linguaggio è ben noto il pensiero di Heidegger. L'equivocità non aiuta l'autenticità (4).
Il Santo Padre ha denunciato una "civiltà malata" da diversi punti di vista, poiché "la nostra società s'è distaccata dalla piena verità sull'uomo, dalla verità su ciò che l'uomo e la donna sono come persone" (5). Egli fa poi riferimento alla falsificazione prodotta da certi moderni strumenti di comunicazione sociale "soggetti alla tentazione di manipolare il messaggio, rendendo falsa la verità sull'uomo" (6). È in corso una pressione sistematica sull'opinione pubblica: "A volte sembra proprio che si cerchi in ogni modo di presentare come "regolari" e attraenti, conferendo loro esterne apparenze di fascino, situazioni che di fatto sono "irregolari"" (7). 


Di recente il Papa ha espresso la sua preoccupazione in occasione di un discorso rivolto a un gruppo di Vescovi del Brasile: "Una proposta pastorale per la famiglia in crisi presuppone, come esigenza preliminare, una chiarezza dottrinale, effettivamente insegnata nel campo della teologia morale, sulla sessualità e sulla valorizzazione della vita [...]. Alla base della crisi della famiglia si percepisce la rottura fra l'antropologia e l'etica, caratterizzata da un relativismo morale secondo il quale si valorizza l'atto umano, non in riferimento a principi permanenti e oggettivi, propri della natura creata da Dio, ma conformemente a una riflessione meramente soggettiva su ciò che è più conveniente al progetto personale di vita. Si produce pertanto un'evoluzione semantica in cui l'omicidio si chiama morte indotta, l'infanticidio aborto terapeutico e l'adulterio diviene una semplice avventura extramatrimoniale. Non avendo più una certezza assoluta nelle questioni morali, la legge divina diviene una proposta facoltativa nell'offerta variegata delle opinioni più in voga" (11).
Curiosamente, tante espressioni equivoche hanno la loro origine nell'idea che i cambiamenti siano esigenze della modernità, che è un termine anch'esso da chiarire. Ecco la descrizione che Thomas Mann offre della "modernità": "Uno dei caratteri del nostro tempo è la problematizzazione di ogni cosa, anche di quelle eterne, sacrosante, indispensabili e primordiali, divenute apparentemente impossibili, apparentemente scadute, oggigiorno, in modo irreversibile. [...] La libertà, l'individualismo, un rafforzato senso della personalità [...] l'idea del "diritto alla felicità", facilitano allo scontento, al desiderio di liberazione" (12).

[i genitori separati riscontreranno quanto è problematico doimostrare le capacità genitoriali; essere padre (o madre), o avere due genitori,  non è più un fatto eternmo sacrosanto, indispensabile e primordiale]
 
Da alcuni anni, il Pontificio Consiglio per la famiglia è andato osservando la scalata di quel processo che genera confusione. Già in Francia era noto il ricorso all'espressione "interruption de la grossesse", per non impiegare il termine "aborto". Alcuni anni fa, durante la celebrazione dell'Anno internazionale della famiglia, ebbe inizio il gioco delle interpretazioni con la messa in circolazione, dall'istanza coordinatrice delle Nazioni Unite, dell'uso del termine "famiglie" soltanto al plurale, e con riluttanza all'impiego di "famiglia" al singolare, al fine di porre dolorosamente un veto al modello di famiglia voluto da Dio nel suo progetto della Creazione: la famiglia fondata sul matrimonio, patrimonio dell'umanità. Così, sotto il termine "famiglie", potevano essere salvaguardate tutte le forme di unione, come famiglie "club", alle quali faceva riferimento Louis Roussel nel suo libro La famille incertaine (13), dove si negava l'istituzione naturale della famiglia e la si riduceva a semplici accordi o patti mutevoli in una prospettiva di "privatizzazione". Egli fu attivo ideologo dell'Anno internazionale della famiglia. In tale occasione, come si ricorderà, venne adottato il logo che riproduceva un tetto sotto il quale si univano due cuori, con una freccia lanciata verso l'infinito. In tal modo si indicava il futuro incerto della famiglia, la sua scomparsa nel futuro, che è stata spesso annunciata, sebbene non abbia maggiore fondamento nella realtà e nelle previsioni. Le stesse ideologie contro la famiglia hanno dovuto riconoscere questo fatto.

 La famiglia e la vita sono come poli inseparabili di una stessa realtà, di una stessa verità che è una buona novella, un vangelo: "Spetta altresì ai cristiani il compito di annunciare con gioia e convinzione la "buona novella" sulla famiglia, la quale ha un assoluto bisogno di ascoltare sempre di nuovo e di comprendere sempre più a fondo le parole autentiche che le rivelano la sua identità, le sue risorse interiori, l'importanza della sua missione nella Città degli uomini e in quella di Dio" (16). La famiglia e la vita sono letteralmente sotto il bombardamento di un linguaggio ingannevole, che non favorisce, ma offusca il dialogo tra gli uomini e i popoli. Senza la ricerca della verità, l'universo della libertà è contaminato e posto in grave pericolo. Non esiste libertà senza la verità.

(...)

Speriamo che questo Lexicon possa rappresentare uno strumento utile per la nobile e urgente causa della famiglia e della vita. Siamo consapevoli che il campo delle equivocità è grande e forse una prossima edizione potrebbe essere arricchita con nuove voci. In questo sforzo di chiarire le ambiguità attraverso una ricerca approfondita della verità, guidati dalla ragione e illuminati dalla fede, in totale obbedienza al magistero, il lettore troverà, come speriamo, i contenuti genuini e gli obiettivi che fanno parte della proclamazione del vangelo "sine glossa".
Festa dell'Immacolata Concezione, 8 dicembre 2002
ALFONSO Card. LÓPEZ TRUJILLO

mercoledì 13 marzo 2013

L'agenda di Papa Francesco



ber


Quando ci si azzecca

Ci avevamo azzeccato (qui). Dalle dimissioni del Papa tedesco fino al nuovo Papa Bergoglio è passato circa  un mese.
In Italia (visto il tasso di separazioni che ha raggiunto quasi 90mila casi annui) dalla data delle promesse elettorali si saranno celebrate circa 7mila separazioni e si saranno creati, considerando una causa per ogni separazione,  circa 35000 posti di lavoro, così distribuiti. Circa 7000 avvocati dalla parte dei mariti, 7000 dalla parte delle mogli. Considerato che la prassi dei tribunali è di affidare la "valutazione delle capacità genitoriali" ai vaticini delle CTU (psicologhe che fanno a tempo perso i consulenti tecnici d'ufficio, talmente ferrati nella materia che non hanno ancora definito unanimemente cosa intendono per "trauma") avremo, in più, 7000 consulenze d'ufficio, 14000 consulenze di parte (7000 consulenze di parte marito e 7000 di parte moglie). A questi si aggiungono 7000 nuovi appartamenti, per ospitare i padri-clochard, che, per non essere additati "bamboccioni" dai nostri esperti di diritto di famiglia e non perdere la prole (il non avere più una casa è motivo di esclusione dall'affido condiviso),  dovranno trovarsi una nuova abitazione.  Lo faranno con i soldi dei genitori, visto che l'assegno di mantenimento della "moglie addolorata" tira via il 30% dello stipendio.
Bamboccioni fino al midollo.

E' davvero una benedizione, in tempi di ristrettezza economica, tutto questo lavoro, tutto questo affannarsi in vaticini, nel $upremo intere$$e del minore, nel $upremo intere$$e nell'a$$i$tenza ai padri $eparati.

Pertanto il nuovo Pontefice (membro della membro della Presidenza del Consiglio Pontificio per la Famiglia) non potrà non rilevare l'importanza di mercato del matrimonio, vero "motore immobile" per divorzi e separazioni. Separazione che crea posti di lavoro, sviluppa profe$$ionalità, sviluppa intre$$i e a$$i$stenza verso la famiglia. Genera il supremo bene (minuscolo)

Papa Francesco (membro della membro della Presidenza del Consiglio Pontificio per la Famiglia) è la soluzione finale al problema della famiglia



La  problematica del mercato di famiglia


E' pur vero che questo  mondano e laico affanno nel "disgiungere ciò che Dio ha unito", mal si presta ad assicurare una società stabile, a evitare che sia "calpestato il diritto dei minori a vivere con un padre e una madre", oltre ad essere in contrasto con le Sacre Scritture.

E' pur vero che, essendo il tasso di separazione giunto al 30%, circa un matrimonio su tre "scoppia".

E' pur vero che il 30% dei giovinetti cristiani, ridotti a  "pacco" postale dalle ineffabili prassi dei tribunali Italiani (così reticenti a pronunciare il termine BIGENITORIALITA'),  vivranno scompensi affettivi,  1 giorno con papà e 6 giorni da mamma (nelle migliori condizioni), avanti e indietro in auto per le vie della città, con detrimento per le condizioni di traffico, viabilità, inquinamento e CO2.

E' pur vero che le pratiche delle italiche psicologhette che affollano i nostri tribunali sconfinano in "divinazione e magia", le quali, benchè pratiche condannate anche dal Magistero della Chiesa, sembrano davvero le uniche discipline ad assurgere a metro della valuazione del Cristiano gregge (c'è da risolvere qualche problema ancora alla base del sistema psicologico, come la definizione delle parole (click), ma ce la stanno mettendo tutta, parola-di-psicologo).

E' pur vero che si sono verificati fatti ignomignosi nella nostra italica penisola, creati dagli operatori della psiche (come quel brutto pasticciaccio che ha coinvolto due minori di Basiglio, link), e dal loro prurito nell'andare a interpretare i disegni dei minori come fatto comprovato di una realtà che esiste solo nel cervello dell'operatore. 

E' pur vero che l'umana prassi giuridica nel discriminare i generi sessuali nell'affidamento della prole si fonda talvolta su una discriminazione di genere, che ha già dato modo di coniare il termine "nazifemminismo" (qui),  giusto per criticare alcune clamorose patacche dei media  (cliccare balla) come anche fanno alcune associazioni di esperti e avvocati che farebbero di tutto per rendere più ragionevoli le separazioni coniugali  (esperti eretici clik)
 
E' pur vero che taluni psicologi meno progressisti e più reazionari si ostinano a parlare del ruolo della figura paterna nella crescita dei minori (psicologo reazionario click), psicologi che rimangono comunque una esigua minoranza, a cui si sono alleati pediatri eretici (click su pediatri eretici click ).


Tuttavia Papa Francesco dovrà pur rendersi conto che i tempi moderni hanno fatto, del diritto del minore ad avere una famiglia, non solo oggetto di negozio, ma oggetto di vero mercato. Un mercimonio mercato florido, fiorente, giusto, con le sue proprie leggi (disattese, come la legge 54/2006 sul condiviso), prassi consolidate, costumanze; consolidato dalla giurisprudenza delle sentenze, vivificato dai vaticini degli esperti della psiche, vero idolo per i genitori che vogliono disfarsi, in tempi brevi, del/la consorte, senza aspettare la sua fine biologica. E ciò da trent'anni e più. Altro che principio non-negoziabile!

Inutile che il Papa Francesco vada contro la modernità del consenso . L'essere umano è un accidente immerso nel grande pianeta Terra, soggetto a dinamiche che non è in gradio di controllare. E' un accidente nel tessuto del consenso sociale.
Inutile andare contro il mercato, che ha proprie regole e notoriamente si auto-regola.
La stessa idea, laica e promettente, che fonda l'umanità su "... nozze e tribunali ed are..." è già belle che passata.
Il primato è del consenso della maggioranza, non della Verità (I. Comandamento). (Schooyans pensa che ogni tanto bisognerebbe tornare a dare un’occhiata allo Stato nazista e domandarsi se l’Olocausto non fu compiuto nel pieno rispetto delle leggi dello Stato e del consenso della maggioranza, qui. Ma non era ben informato)
La famiglia è negoziabile (II Comandamento). E non esistono complotti, volti a ridurre la famiglia a contratto sociale. E' vero che il papa Francesco disse, a riguardo della proposta del parlamento a favore del matrimonio omosessuale (fonte qui): «Non dobbiamo essere ingenui, non stiamo parlando di una semplice battaglia politica, è una pretesa distruttiva contraria al piano di Dio. Non stiamo parlando di un mero disegno di legge, ma piuttosto una macchinazione del padre della menzogna che cerca di confondere e ingannare i figli di Dio». Ma è stato 3 anni fa!
D'altro canto, anche volendo criticare il sistema delle separazioni, si correrebbero grandi rischi, ci vorrebbe un coraggio da leoni, e "il coraggio uno non se lo può dare" (III Comandamento: rispettare il politically correct).


Don Abbondio. Il coraggio uno non se lo può dare

La riforma dei comandamenti 
(ovvero: "oltre le Barriere").

Nel contesto anzidetto, è ovvio che non si possa frenare la modernità, non si possa interrompere la catena che innova, eliminandoli, gli  affetti ed effetti di genitori e figli. Tutto ciò per il Bene della Società, difeso dal Diritto, e non  dell'individuo.

I figli sono "beni" come altri, soggetti alle quotazioni di mercato; l'indifferenza sessuale è ormai  un fatto acquisito (3) per cui la questione dei conflitti  "padre e madre" nelle separazioni diventerà vetusta. Si può essere pro o contro il matrimonio omo/etero, pro/contro la famiglia mono/etero/omo, ma «La Barriera è l'Ordine immutabile della natura. Solo se [l'uomo] la penetra, la sfonda, la squarta, e comunque la fa arretrare, può liberarsi un poco alla volta dal suo peso e ottenere ciò che egli vuole» (4)

Niente vieta (3), in nome dell’affetto reciproco, che un giorno ci si possa sposare in tre o quattro o più, considerando non solo la tradizione poligamica di tanti popoli, ma anche le tecniche di fecondazione assistita, che già hanno permesso ad alcuni giudici di stabilire che un bambino può far riferimento legittimamente a tre genitori.

Papa Francesco dovrà pertanto tenere conto della improrogabile necessità di due importanti innovazioni, cosa che non fa dai tempi di Mosè (ed è tutto detto).

Innanzitutto si riformi il titolo quarto della Costituzione della Legge Naturale, ormai sorpassato, "Onora tuo padre e tua madre", al fine di tenere conto della molteplicità delle situazioni,  impreviste ai tempi di Mosè per "mero pregiudizio" (come bacchetta la recente sentenza Cassazione) con qualcosa che dovrebbe suonare come: "Onora il tuo (o i tuoi)  family gender(s)" (IV Comandamento). Eventuali modifiche al nuovo dettato sono ben accette, anche perchè non è ancora definitiva la questione (se un bimbo ha due mamme, niete festa del papà! qui)

Se proprio non aggrada al nuovo Pontefice la legge del mercato di famiglia, prodotta dalle più raffinate menti del Diritto, allora che si prendano le contromisure già dall'inizio.  Si introduca un nuovo comandamento "XI comandamento: non commettere matrimonio", con efficacia retroattiva, che impedisca l'instaurarsi di quei rapporti umani, ritenuti fin anche dalla cultura illuministica fondamento delle umane genti (la storia delle "nozze/tribunali/are" di Foscolo e Vico, che ancora si studia, per mero errore di ristampa dei libri scolastici).
Rapporti che si sono verificati e dimostrati insindacabilmente precari (vedi separazioni), che si dimostra non essere necessari per crescere i figli (parola (6) di psicologo)  e frequentemente si risolvono dopo anni di inutili battaglie giudiziarie, alimentate purtroppo da accuse strumentali (5) (prevista una deroga all'VIII comandamento).

Con tali migliorie, oltre alla Barriera della Natura, si sarà superata anche la Barriera del Diritto Naturale.
E così "pace" sarà fatta!  

-----PROMEMORIA (per risovere la questione "famiglia arcaica")-----

I. Io sono il consenso - non avrai altra divinità all'infuori di me
II. Dirai "non - negoziabile" invano 
III. Ricordati di rispettare il politically correct
IV Onora i (family genders?)

V, VI, VII (problemi di definizione dei termini lessicali oggi in uso. Es: furto/adulterio/omicidio)

VIII Non dire il falso (deroga per le mamme/mogli in via di separazione dai mariti)
IX non desiderare i tuoi affetti (li hai persi e sono diventati d'altri)
X non desiderare la restituzione dei tuoi effetti (son diventati d'altri)
XI non commettere (più) matrimonio
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Riferimenti.
(tag:     http://bit.ly/YsL101   )


(1) http://www.avvenire.it/Dossier/Elezioni%202013/temi/Pagine/Il-confronto-elezioni-2013.aspx

(2) http://www.tempi.it/gli-omicidi-contro-le-donne-sono-uno-scandalo-ma-i-numeri-del-femminicidio-sono-gonfiati
(3) http://www.tempi.it/cosi-leuropa-abolisce-la-differenza-sessuale-sopra-le-nostre-teste#.UTXGAaxWNSl
(4) http://www.corriere.it/opinioni/13_febbraio_19/severino-nobile-rinuncia-benedetto-turbamento-fede_689061ee-7a6c-11e2-896e-599d001aa8d7.shtml

(5) http://www.centriantiviolenza.eu/

(6) http://www.uccronline.it/2013/02/20/adozioni-gay-risposta-a-dacia-maraini/

mercoledì 20 febbraio 2013

Adozoni gay e diritti famiglia tradizionale

fonte:
http://www.tempi.it/adozioni-gay-si-parla-sempre-dei-diritti-degli-adulti-mai-del-bisogno-dei-bambini-di-avere-un-papa-e-una-mamma#.USUBWfKtsW8


«Si parla sempre e solo di “diritti” degli adulti». Non alle esigenze dei bambini. A proposito delle recenti sentenze sulle adozioni per le coppie gay da parte della Corte europea dei diritti umani e della Corte costituzionale tedesca, Lucia Bellaspiga, su Avvenire, intervista Guido Crocetti, professore di Psicologia clinica alla Sapienza di Roma e direttore del Centro italiano di Psicoterapia psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza. Se si considerassero i bisogni dei bambini, spiega il professor Crocetti attaccando i giudici europei, «le sentenze sarebbero opposte».
BAMBINI SENZA MADRI O PADRI. «Oggi viviamo in una cultura che tende ad azzerare sempre più le diversità, persino quelle biologiche, fisiche, incontestabili: l’essere maschio e femmina», creando un blob omogeneo e caotico. «La nostra cultura da ambivalente», fondata sul binomio maschio e femmina, spiega il professore all’Avvenire, «sta diventando ambigua, a tutti i livelli: nelle relazioni uomo/donna, ma anche padre/madre e figli». «Questa continua ambiguità confonde i ruoli, le funzioni, i codici comportamentali», getta «nel caos» «soprattutto i più fragili, quei bambini che invece chiedono» «un papà e una mamma».
I BAMBINI VOGLIONO GENITORI “DIVERSI”. Secondo i giudici di Strasburgo non esisterebbe una differenza, per i bambini, tra una coppia omosessuali e una coppia dove c’è una madre e un padre. Il professor Crocetti non è d’accordo: «Da trent’anni lavoro sui disagi psichici dei bambini e do voce ai loro bisogni». I bambini vogliono una mamma e un papà. Una coppia “maschio e femmina”, che «vogliono insieme, unita». «I bambini sopravvivono sempre, anche alle guerre, alle carestie, agli abusi e alle violenze, ma questo – appunto – è sopravvivere, non vivere nel pieno dei loro diritti».
DIRITTI, MA NON PER TUTTI. Queste sentenze tutelano i diritti delle coppie di adulti omosessuali, a scapito di quelli naturali dei bambini. Secondo il professor Crocetti, tantissimi «parlano senza competenza, sempre e solo nell’ottica dell’adulto». «Chi oggi dà una legittimazione legale al bambino? », si chiede. «Tutte le combinazioni sono a misura delle esigenze» degli adulti, che piegano la realtà del bambino «alle proprie aspettative narcisistiche». Usandolo per tutelare i diritti all’uguaglianza non degli omosessuali ma delle coppie omosessuali con quelle eterosessuali «non gli diamo ciò di cui ha naturalmente bisogno per crescere, è lui che deve adattarsi alle condotte degli adulti».
BAMBINI DISTURBATI. «Tutti i processi di orientamento e identificazione psicosessuale prevedono le due figure distinte: la loro assenza dà adito a un disorientamento sull’identità», avverte il professore. «O recuperiamo regole e limiti strettamente correlati ai valori, o la psicopatologia infantile avrà sempre più piccoli pazienti da curare. Già oggi stanno aumentando in modo esponenziale».
LO STUDIO DI REGNERUS. A sostegno della tesi del professor Guido Crocetti, c’è anche lo studio di Mark Regnerus, professore all’Università del Texas, che dimostrò l’esistenza di problematicità gravi per i bambini allevati dalle famiglie omosessuali. Lo studio venne criticato dalle lobby gay americane, le quali fecero pressioni per fare espellere Regnerus dall’Università, non riuscendoci.
LA BUFALA PRO-COPPIE GAY. I sostenitori della tesi dell’assenza di complicazioni per i bambini adottati dalle coppie gay si affidano invece a un altro studio, prodotto dall’American Phsycological Association nel 2005. Ma il documento, ricorda l’Avvenire, è stato confutato da Loren Marks, una ricercatrice dell’Università statale della Luisiana. Marks ha dimostrato che delle 59 pubblicazioni citate dallo studio dell’Apa, 26 si limitano ad analizzare come sia vivere con genitori dello stesso sesso senza fare un confronto con le coppie eterosessuali, mentre le altre o non specificano o considerano come famiglie eterosessuali anche madri single, ragazze madri, divorziati.  Inoltre, spiega la Marks, è determinante per squalificare lo studio «il fatto che le coppie omosessuali esaminate sono soprattutto composte da lesbiche, principalmente bianche, istruite e della classe media», e «non così le famiglie eterosessuali, per lo più monogenitoriali e monoreddito».

giovedì 17 gennaio 2013

I pifferai del diritto di famiglia...





 
Leggo con interesse le citazioni del prof. Monti sulla famiglia:
 "Per me la famiglia è formata da un uomo e da una donna, 
ed è giusto che i figli crescano con un padre e una madre", 
e vorrei tanto contare sulla priorità che un futuribile governo darebbe alla famiglia, nucleo della società, “specchio dell’amore di Dio” .

Queste sue dichiarazioni vengono a valle di altre, che ho letto giorni fa, con una non celata ironia sul pifferaio magico di Hamelin. Non mi occupo di politica, in parte ne sono disgustato, ma è con vero gusto che ho letto il riferimento al pifferaio, perché figura tanto vicina a tanti padri separati.
Il gusto nel leggere della similitudine di Monti,  è dovuto all’ottima rappresentazione che il pifferaio rende di molte figure che si aggirano nell’ambito grottesco del diritto di famiglia.

Ho incontrato molti pifferai, chiamati nei procedimenti giuridici di separazioni matrimoniali ad esprimersi sulle capacità genitoriali di un padre e di una madre.
I quali genitori, proprio perché si separano (magari condendo la separazione con qualche infondata accusa strumentale: pedofilia, abusi, violenze etc.), tanto d’accordo non andranno. Situazione liquidata come "genitore conflittuale"

Il primo è lo psico-pifferaio, che fonda le proprie valutazioni circa le capacità genitoriali su basi tanto  malferme e ascientifiche (un CTU, commentava il gesto di un minore -4 anni- che porgeva al padre una tigre di peluche come un tentativo di “ sottolineare una parte del padre da tenere a bada”. E gli è ancora andata bene, perché se avesse sporto un asino, chissà che cosa usciva dal piffero del CTU….), quanto pericolose, prestando il fianco a strumentalizzazioni di parte e trascinando le liti nel baratro dei conflitti in sede giudiziale.

Ben scriveva Paolo di Tarso (Santo per chi ci crede, ma comunque personaggio storico, esistito in carne ed ossa)
“Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole”

Il secondo, più pericoloso, è rappresentato dal penal-pifferaio della Procura e del tribunale dei Minori,  che, unaudita altera parte, ben si prestano di dar credito alle note ipnotiche delle mogli-madri-addolorate. Le ex-mogli, altrettanto  incuranti delle ben tristi conseguenze delle note del piffero che spandon nell’aere del tribunale dei Minori, talvoltano riescono pure a sottrarre i figli dalle cure del coniuge, per più mesi, grazie all’ipnotico potere che una madre-mamma-addolarata esercita su un giudice minorile. Situazioni gravi e paradossali, liquidate con quelle odiose parole che suonano i pifferai delle testate giornalistiche: “figli contesi”.
 
 Il terzo è il civil-pifferaio del Foro, che, per nulla considerando quanto ormai agiscono le  ex-coniugi per estromettere i mariti dall’accudimento dei figli (false accuse di abusi sessuali, accuse di violenze, che  procurano un non salutare viaggio nei gironi infernali della Procura e del Tribunale dei Minori) ben ritengono di seguire le note ipnotiche delle CTU, disapplicando la legge, per nulla considerando i fatti, e adducendo frequentemente la conflittualità come elemento esclusivo di uno dei genitori dall’affido.
Purtroppo ben sappiamo che nei tribunali si suonano le stesse note. Lo sanno bene, i genitori estromessi: la Prassi vince il Diritto. Più sono le sentenze che si allineano sulla Prassi, maggiore è la loro fondatezza (virtuale). La voce di più sentenze, che sembrano copiare lo stesso modulo prestampato, è la voce della Giustizia, altra versione del detto: vox-populi, vox Dei. (2).
Le note dei tribunali civili riducono i nostri figli a pacchi postali e i padri a padri-bancomat. 
E le palesi ingiustizie, creano conflitti.


L’ultima pifferata è quella della sentenza n.601 della Cassazione, sulla mancanza di elementi scientifici per negare l’affido di un minore ad una coppia lesbica. Ergo: per la coppia lesbica non ci sono elementi scientifici. Per tanti padri (mussulmani, ma anche cristiani, agnostici e atei) invece probabilmente sì. 

E abbiamo visto con disgusto i politici ipnotizzati dai pifferai sulla questione dei matrimoni gay/lesbiche e quasi nessuno sui diritti dei genitori naturali e separati.




 

Sembra che anche i disegni di legge più ragionevoli sull’affido condiviso (DDL  957) (3) debbano subire l’affronto del pregiudizio dei pifferi.
A tal riguardo segnalo che le poli-pifferate non mancano, in diritto di famiglia.
Da quelle in litania  PD (4) a quelle del mantra delle attiviste dell' IDV (5).
Qualche voce fuori dal coro da Casini (6), che si ricorda dei padri separati a Natale e prima delle elezioni , genitori “che vivono in auto e fanno la coda per un piatto di minestra”.

Vorrei tanto confidare sulla priorità che un  futuribile governo Monti darebbe alla famiglia, nucleo della società, “specchio dell’amore di Dio”. Vorrei tanto, come padre e Italiano.
E’ che tante promesse, tanti pifferi, specie quelli ragionevoli,  suonano sempre al momento delle elezioni. Poi silenzio.
 Allora mi dico...
  • C’è già un DDL sul diritto di famiglia e sull’affido condiviso. L’affido condiviso deve essere la regola, così come il mantenimento diretto, così come il diritto del minore a trascorrere il 50% del tempo con ciascuno dei genitori.

  • C’è già un esercito di elettori (i padri separati e magari qualche madre, ma sicuramente anche molti nonni) pronti a dare il proprio assenso ad una politica che non li discrimini.

Che si esprimano, i nostri esperti della politica! Che si esprimano sulla famiglia, non in modo generico, bensì sul disegno di legge 957, esprimendo un chiaro assenso o dissenso. Poi vedremo, a chi dare il nostro voto. Almeno avremo modo, tra qualche mese, esaurito il prurito elettivo dei nostri papabili, di giudicare se anche loro non siano stati dei pifferai.